Hamilton Souther con un grosso tronco di Ayahuasca

Hamilton Souther è un filosofo mistico, artista e sciamano della tradizione amazzonica. Negli ultimi vent’anni ha guidato decine di migliaia di partecipanti verso il risveglio della coscienza. Oltre a lavorare con l’ayahuasca, Souther ha condotto legalmente, sia dal vivo che in collegamento video, cerimonie con la cannabis dalla sua residenza in Colorado. Quest’intervista tratta da “Cannabis e Spiritualità – Guida all’esplorazione di un’antica pianta maestra”, libro pubblicato di recente da Spazio Interiore, è incentrata principalmente su questo aspetto del suo lavoro, conosciuto come Blue Morpho Cannabis Shamanism.

Come descriveresti i benefici spirituali della cannabis?
I benefici sono molteplici. La pianta può accelerare la crescita spirituale e aumentare la ricettività alla connessione con lo spirito, così come fornire guarigione spirituale. Ciò ovviamente è preceduto dalla comprensione che la cannabis è una pianta maestra molto avanzata e dev’essere usata in un contesto cerimoniale o spirituale, preferibilmente sotto la conduzione di uno sciamano addestrato.

Puoi descrivere come funziona la cannabis per catalizzare tali aperture e cambiamenti?
Nell’uso cerimoniale, la cannabis aiuta i partecipanti a connettersi con gli spiriti di medicina ovvero guaritori, le energie della pianta e il lavoro dello sciamano. Quest’ultimo, in comunione con gli spiriti della pianta, apre uno spazio in cui la guarigione spirituale può essere sperimentata dai partecipanti alla cerimonia.

Chiami gli spiriti per assisterti?
In un contesto sciamanico, tutte le piante medicinali hanno spiriti di medicina. Essi rappresentano le energie sottili della pianta, che esprimono la coscienza della pianta stessa e le sue capacità di curare. Gli sciamani imparano a comunicare con gli spiriti e la coscienza della pianta. Quando sto conducendo una cerimonia, creo uno spazio speciale e unico che chiamo “il mondo medicina”, e nel quale posso chiamare, guidare e interagire con tutti i vari spiriti delle piante a prescindere da quella che ho assunto al momento della cerimonia. Posso chiamare lo spirito principale della cannabis o dell’ayahuasca nella stessa cerimonia anche se ho consumato soltanto cannabis. È il mondo medicina che consente di farlo. È il culmine di tredici anni di studi e preparazione che ho vissuto in Amazzonia.

Vengono automaticamente quando canti gli icaros?
Gli icaros, sono un’invocazione dello spirito della pianta. Sono canti canalizzati e costituiscono un sistema di comunicazione che gli spiriti della pianta insegnano allo sciamano. Canalizzo icaros da oltre dodici anni e questi mi danno la capacità di comunicare direttamente con gli spiriti della pianta.

Molte popolazioni indigene hanno detto che ogni pianta ha il suo spirito personale e la sua canzone. È così?
Mi è stato insegnato che ogni pianta ha un numero indeterminato di spiriti e molti icaros. Riguardo agli spiriti delle piante è importante capire questo: non sono costituite da un singolo spirito ma da innumerevoli. Ciò richiede che lo sciamano sia in grado di discernere tra gli spiriti e sapere quali rappresentano la medicina e la guarigione e come lavorare con essi.

Mi è stato anche detto da alcuni ayahuasqueros che l’ayahuasca può essere gelosa delle altre medicine, come ad esempio la psilocibina o il peyote. Ti è mai capitato?
Sì, mi è capitato di sentire l’ayahuasca dipinta in questo modo. Tuttavia, trovo che gli spiriti di medicina non siano affatto gelosi l’uno dell’altro. In realtà a loro piace lavorare insieme. Questo si lega a quanto detto prima: le piante contengono molte energie ed espressioni differenti, proprio come gli esseri umani. Io lavoro soltanto con spiriti che definisco “spiriti di medicina principali”.

Hai suggerito alle persone di evitare la cannabis per un certo tempo prima di partecipare a cerimonie di ayahuasca. Hai utilizzato il termine “appiccicosità” o “adesività” per descrivere la cannabis e alcuni ayahuasqueros si oppongono senza mezzi termini al suo utilizzo. Qual è la tua opinione?
La cannabis, come tutti gli altri enteogeni, ha un’espressione dualistica. La sua “appiccicosità energetica” potrebbe essere dovuta al suo lato “oscuro” o “non medicinale”. Nella farmacologia occidentale ci si potrebbe riferire a questo aspetto come a un “effetto collaterale”. La mia opinione è che il praticante ha bisogno di comprendere e conoscere lo spirito medicinale principale della pianta, così che esso possa guidarlo verso una relazione sana e benefica con la pianta. Questo è valido anche per l’ayahuasca. Di fatto io considero l’ayahuasca la pianta medicina più pericolosa di tutte.

Chi dovrebbe evitare la cannabis e a quali accortezze le persone dovrebbero porre attenzione usando la cannabis, anche se con un’intenzione spirituale?
Difficile stabilire chi dovrebbe o meno utilizzare la cannabis. Penso che la cosa migliore sia consultarsi con il proprio medico per quanto attiene a specifici rischi per la salute. Riguardo a ammonimenti… Ebbene, io penso che la cosa migliore sia usare la cannabis in modo responsabile, comprendendo che è un enteogeno molto potente. Merita il nostro rispetto. Di fatto la stiamo consumando e non vogliamo che la relazione sia rovesciata.

Infine, una domanda pratica su come assumere la cannabis. Alcuni consigli al riguardo?
La varietà è importante. Ho trovato che combinare più varietà apporta un effetto cerimoniale migliore. Di solito mi piace combinare da tre a cinque sativa con una o due ibride e una o due indica. Ciò dà uno spettro molto chiaro e ampio di ciò che la pianta offre. Le persone dicono di vivere esperienze visionarie più forti mangiandola e bevendola, ma questo dovrebbe essere fatto con attenzione, specialmente perché ci vogliono quasi due ore per arrivare alla piena intensità degli effetti. Il modo migliore è sperimentare e scoprire cosa funziona per sé.

Una cerimonia di Souther trasmessa su Vimeo

Estratto da “Cannabis e Spiritualità – Guida all’esplorazione di un’antica pianta maestra” di Stephen Gray, per gentile concessione di Spazio Interiore, 2019





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