2014-11-10 05.42.38 pmMino Reitano, al Festival di Sanremo del 1988, cantava “Italia, Italia, di terra bella e uguale non ce n’è”, inneggiando alle bellezze del Bel Paese. Nulla da dire contro, perlomeno per quanto riguarda l’estetica. Nessun Paese al mondo può vantare i monumenti e la cucina dello Stivale.

Ma la politica? La burocrazia? La chiesa? La criminalità organizzata? E tutti gli altri problemi? vaL’Italia è il paese della disinformazione. Abbiamo l’intero sistema dei mass-media tradizionali (stampa, tv, radio) controllati da banche, partiti e Berlusconi, i quali controllano gli editori che, a loro volta, controllano i giornalisti. Il maggiore quotidiano italiano, il Corriere della Sera, è in mano a diversi proprietari, tra cui spicca Mediobanca del più volte inquisito Geronzi.

L’informazione che viene data alla popolazione non è mai neutra e sempre di parte. Il mezzo informativo migliore sembra essere internet. Ciò non significa che esso sia perfetto (si ha un maggiore pluralismo ma pensiamo al problema della verificabilità delle fonti) ma sicuramente si presenta in maniera più attendibile rispetto a molti altri media. Lo Stivale è il Paese dove è impossibile trovare lavoro. Anzi no, un modo molto semplice c’è: conoscenze.

Il Bel Paese convive con l’influenza nefasta del Vaticano, nemica del progresso e della scienza, che afferma idee e principi risalenti a più di 2000 anni fa. Quel Vaticano che: nasconde i preti pedofili; vuole lottare contro l’AIDS ma ribadisce il proprio divieto contro l’utilizzo del preservativo; si schiera contro l’eutanasia ma acconsente alla richiesta di PapaGiovanni Paolo II, facendolo spirare in santa pace.

Siamo il Paese dei politici più pagati d’Europa. Con un numero di parlamentari tra i più alti al mondo. Dove in Parlamento non si hanno più ideologie ma interessi di partito.

La perla del Mediterraneo non ha più comunisti e socialisti in Parlamento, non ha più nemmeno Storace, ma in compenso mantiene Silvio Berlusconi come Presidente del Consiglio dei Ministri per la terza volta, nonostante le forti critiche che arrivano ogni giorno dalla stampa estera. Egli è praticamente padrone dell’Italia. Possiede banche, assicurazioni, case cinematografiche, televisione, squadre calcistiche, stampa e chi più ne ha più ne metta. Ma gli italiani non sanno cosa voglia dire “conflitto di interessi”. Non lo sanno un po’ per negligenza loro, un po’ per la cattiva influenza dei media, che non prende in esame la questione, ma un po’ e soprattutto perché si pensa “tanto sono tutti uguali”. È un problema culturale il nostro.

2014-11-10 05.43.12 pmAbbiamo un premier che ha fatto parte della P2, che è imputato per vari processi e che è stato imputato per reati gravissimi come associazione mafiosa, tangenti alla Guardia di Finanza, spaccio di droga e tanto altro ancora. Un premier che non rinnega i suoi capi di imputazione, ma afferma di essere stato sempre assolto. Non è proprio così. Forse bisognerebbe spiegare al signor Berlusconi la differenza tra la parola “assoluzione” e la parola “prescrizione” (quest’ultima generalmente si riconosce ai colpevoli e non agli innocenti). E bisognerebbe anche ricordare che il premier è stato due volte amnistiato.

L’Italia è il Paese della depenalizzazione del falso in bilancio, della Legge Maccanico, della Legge Schifani, delle Legge Boato, della Legge Ex-Cirielli, della Legge Cirami, del condono fiscale, del Lodo Consolo e del Lodo Alfano. Se negli USA il Presidente avesse cercato di promulgare una legge per annullare i procedimenti penali a proprio carico, sarebbe stato letteralmente linciato. In Italia no: questa è la normalità.

Nel nostro Stato se il Presidente della Repubblica promulga una legge incostituzionale come il Lodo Alfano in meno di 24 ore, dev’essere elogiato e mai criticato.

Berlusconi può permettersi di definire i suoi colleghi esteri con termini come “abbronzato” e “kapò” o di classificare i giornalisti come “imbecilli” o meglio ancora gli elettori del centrosinistra come “coglioni”. Per non parlare degli insulti alla magistratura (“metastasi”). Il premier può anche attuare il cosiddetto “editto bulgaro”, eliminando in un sol colpo Luttazzi, Santoro ed il grande Enzo Biagi dal servizio televisivo pubblico (senza considerare i vari Beha, Guzzanti, Paolo Rossi, Massimo Fini e tanti altri ancora). Non esiste pluralismo e la RAI è controllata dalla maggioranza. Basti vedere le recenti nomine dirigenziali.

Abbiamo circa 20 condannati in via definitiva che ci rappresentano in Parlamento, più una settantina di altri parlamentari coinvolti in procedimenti penali. Il tutto nell’indifferenza della popolazione. Perché se si è pregiudicati non è possibile esercitare la professione di bidello od operatore ecologico mentre è possibile governare il Paese?

Se un partito si batte per i principi della giustizia, difendendo l’operato della magistratura, (con tutti i suoi difetti, sia chiaro) costantemente attaccata dalla maggioranza, finisce per essere definito giustizialista.

L’Italia è il Paese dei vari Fini ed Alemanno. Da giovani rivoltosi dell’Msi, da adulti schierati contro leggi razziali e Mussolini. Ma anche il Paese dei teodem, con i capobastone Binetti e Rutelli.

L’intero Sud è martoriato dalla criminalità organizzata e la politica che fa? Nulla. Forse perché impotente di fronte ad una tale forza o forse perché esistono legami accertati tra politici e mafia. In fondo, non è la mafia ad aver bisogno dei politici ma i politici ad aver bisogno della mafia.

Siamo lo Stato del Movimento per l’Autonomia e della Lega Nord, movimenti partitici con principi contrari alla nostra Costituzione e, nel caso della seconda, con affinità xenofobe.

Nel Bel Paese la sinistra è litigiosa e non trova mai accordi. Ma per inciuciare con la destra, il tempo lo si trova eccome (D’Alema e Violante ne sanno qualcosa). Inoltre, Prodi batte due volte su due Berlusconi? Tranquilli, ci pensano prima Bertinotti e poi il duo Mastella – Dini a riportare tutto alla normalità.

Lo Stivale è il posto dove il candidato premier Veltroni partecipa alla campagna elettorale senza nominare mai il capo del principale partito avverso (Pdl) e afferma: “Non sono mai stato comunista”. Sono inoltre numerosi i voltagabbana: oggi a destra domani a sinistra.

Siamo lo Stato dei fallimenti Cirio e Parmalat, delle mancate scalate dei “furbetti del quartierino” Ricucci, Consorte e Fiorani (con annessa collaborazione dei Ds Fassino, Latorre e D’Alema ma anche dei pidiellini Comincioli e Luigi Grillo) e della cordata “italiana” CAI, composta da pregiudicati che non hanno mai avuto a che fare con gli aerei.

Siamo l’unico Stato al mondo che dispone dell’Ordine dei Giornalisti, di cui fanno parte Emilio Fede, Vittorio Feltri e Bruno Vespa. Quest’ultimo, ritenuto un giornalista imparziale nonostante pubblichi i propri libri con la Mondadori e scriva per Panorama, a differenza del faziosissimo e cattivissimo Santoro.

Ma non basta. Capitolo magistratura. Una volta i giudici buoni li ammazzavano (vedi Falcone e Borsellino). Adesso c’è un metodo alternativo: trasferirli. Ed è così che appena de Magistris e la Forleo intaccano i poteri forti, o meglio i nostri colletti bianchi, vengono subito trasferiti, con conseguente avocazione delle inchieste. Idem i magistrati di Catanzaro. Per non parlare poi delle fandonie su Gioacchino Genchi, reo di “intercettare mezzo Stato italiano”, quando in realtà di intercettazioni non ne ha mai fatto una. Già… valla a spiegare la differenza tra tabulati e intercettazioni ai nostri luminari parlamentari.

Lo Stivale è davvero unico. Solo qui infatti si tende ad osannare il “divo” Andreotti in Tv. In fondo, non ha fatto nulla di male. È stato solamente accertato che ha compiuto il reato di associazione mafiosa fino alla primavera del 1980, una quisquilia. Abbiamo gli stessi politici di Mani Pulite e di cambi generazionali neanche l’ombra.

E che dire della Legge sulle limitazioni delle intercettazioni? E del Piano di Rinascita democratica della Loggia P2, ormai realizzato dal discepolo 1816 (Berlusconi) di Licio Gelli? E della Legge Gasparri vogliamo parlare? Di Europa 7 e delle frequenze abusive di Rete 4? Dell’indulto? Dei bracci ambidestri del Cavaliere, Dell’Utri (condannato per mafia in primo grado) e Previti (corruttore di giudici)? E della corruzione dei giudici Vittorio Metta e Renato Squillante? Della Mondadori scippata a De Benedetti? Dell’immondizia di Napoli, scomparsa dalle tv ma non dalle strade? Del duo Bassolino – Iervolino fedelissimi alla poltrona? E dell’ex – governatore di Bankitalia Fazio? E l’eroe Vittorio Mangano? E della prossima realizzazione della separazione delle carriere dei magistrati? E del Governo attuale che umilia il Parlamento detenendo di fatto anche la funzione legislativa a colpi di decreti legge? E Tangentopoli? Craxi e le leggi su misura per l’assetto televisivo berlusconiano? E le proposte di legge per limitare il web? E la visita del dittatore Gheddafi? E l’appoggio di Silvio a Bush e Putin? E lo scandalo della Missione Arcobaleno durante il Governo D’Alema? E la scalata alla Telecom firmata Colanninno – Consorte – Gnutti? E l’umiliazione inflitta a Montanelli negli ultimi anni della sua vita? E lo scandalo Sanjust di Teulada di cui i giornali non hanno parlato? Forse, a volte, bisognerebbe riflettere un po’.

Lorenzo Chiavetta





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