Più di un terzo del nostro Paese è ricoperto da boschi e foreste: secondo l’ultimo Rapporto nazionale sullo stato delle foreste, il 36,4% della superficie nazionale (11 milioni di ettari) è composto da zone in cui gli alberi crescono e si diffondono spontaneamente, creando fitti polmoni verdi che fanno bene non solo all’ambiente e alla salute ma anche al nostro settore produttivo. I dati dicono che in Italia non ci sono mai state così tante foreste: merito di un incremento superiore al 70% dal 1936 al 2015. In particolare, dal 2005 al 2015 è stato registrato un aumento del +5%, grazie anche al calo del numero di incendi boschivi. Per ogni italiano, ci sono circa 200 alberi.

Questo incremento è iniziato negli anni Cinquanta, quando con l’arrivo del cemento armato e dei combustibili fossili è cessato il bisogno di utilizzare consistenti quantità di legname nell’edilizia e nel riscaldamento. Un ruolo chiave lo sta rivestendo anche l’agricoltura moderna, i cui macchinari, strumenti e fertilizzanti, rendono possibile la coltivazione di tanto cibo in meno terreno. Non c’è più la necessità di disboscare per aumentare l’estensione dei terreni coltivabili. Incuranti dell’espansione delle aree urbane, boschi e foreste dunque continuano dunque la loro progressione, sfruttando l’abbandono delle zone montane e dei terreni agricoli.

L’aumento delle foreste in Italia è una buona notizia sotto tanti aspetti. C’è il fattore ambientale, dato che i processi di fotosintesi permettono agli alberi di assorbire l’anidride carbonica e di incamerare sostanze inquinanti, frenando così il cambiamento climatico. Più ettari di boschi portano inoltre a una miglior tutela della biodiversità, considerando che l’80% della diversità biologica del pianeta è custodito nelle foreste.

Il nostro patrimonio forestale insomma cresce, è ricco e variegato ma proprio per questa sua complessità va gestito e tutelato.





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