Gli italiani sono persone resilienti e dal cuore grande. Sono innovativi, creativi e fantasiosi, proprio come la geografia del paese. Sono persone che amano il contatto fisico e sono appassionati di tutto ciò che è italiano. Le frequenti e normali dispute campanilistiche tra il nord e il sud del paese riguardano in genere l’abilità finanziaria, il calcio, la famiglia, la moda e il cibo. Ma quando il paese ha bisogno di unire le forze e di compattarsi, lo fa lasciando da parte le differenze. Questa pandemia che ci ha travolti tutti e che ha fatto della Lombardia l’epicentro europeo del Covid-19, ha costretto la maggior parte di noi a stare a casa negli ultimi 50 giorni. Ha buttato giù il Paese, com’è comprensibile, ma io ho piena fiducia nelle possibilità dell’Italia di riprendersi!

Questo nemico invisibile ha causato gravi conseguenze, ma la forza dell’animo umano nell’affrontare queste situazioni, ha mostrato all’Europa e al mondo intero perché un paese come l’Italia e la sua gente hanno una storia così lunga e hanno sempre avuto influenza sul mondo moderno.

In Italia esiste un’incredibile biodiversità che dà luogo a una grande diversità tra nord e sud, principalmente dovuta al clima, al tipo di suolo e alla disponibilità di risorse idriche e di luce solare. Più del 30% della fauna europea si trova in questo corridoio peninsulare al centro del Mediterraneo. L’Italia è l’unico paese al mondo che può vantare 4.965 prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), 291 specialità DOP e IGT riconosciute a livello europeo, 415 vini DOC e DOCG e 60mila aziende agricole biologiche!

Per quale motivo il basilico che cresce a ovest di Genova è il migliore? Perché l’Italia gode di condizioni geografiche uniche: è una penisola circondata da un mare calmo i cui venti incontrano le montagne che percorrono il paese da cima a fondo. Ecco perché è corretto dire che la biodiversità – cioè le varietà di specie animali e vegetali che vivono in un determinato ecosistema – è uno dei veri tesori dell’Italia. Sono state registrate qualcosa come 58mila specie animali e 7mila varietà di frutta e verdura, tra cui 1.200 vitigni autoctoni e 538 cultivar di olivo: cifre incredibili se si considera che il paese copre solamente lo 0,2% della superficie terrestre.

L’Italia è considerata un grande paese agricolo con migliaia di anni di storia, e gli italiani sono da sempre viaggiatori e commercianti. Per questo motivo gli agricoltori italiani sono a completo agio nel coltivare diverse varietà di cannabis. Molte varietà sono prototipi che devono ancora essere inquadrati da un punto di vista legislativo (dato che la legge riguarda unicamente il THC) mentre nella pianta ci sono oltre 200 sostanze chimiche, e quindi esistono molte ragioni per coltivare cannabis senza curarsi del THC. Dal punto di vista agricolo, sembra che la pianta di cannabis contenga nuove sostanze e ciò fa sperare di poter arrivare ad avere prodotti innovativi. Dato che l’Italia è sempre stata all’avanguardia in campo alimentare, agli agricoltori sembra ridicolo doversi limitare a usare solo i semi inclusi in una lista certificata, e dover rinunciare a nuove varietà di qualità ben superiore.

L’Italia ha un’alta percentuale di aziende agricole gestite da under 35 che non concepiscono l’esistenza di tali restrizioni quando vedono quali prodotti di qualità potrebbero creare da queste nuove linee botaniche. Qualcosa di simile a quanto succede con le varietà di uva che raggiungono livelli eccelsi, pur restando praticamente sconosciute al resto del mondo. La prova dei ceppi di cannabis, così come avviene per quelli d’ulivo sviluppati di recente per la coltivazione specifica e mirata, è essenziale perché la agricoltura possa evolvere e gli agricoltori possano scoprire nuovi utilizzi per la loro biomassa.

Nuovi semi arricchiti di CBD, CBG o CBN forniranno il materiale per le estrazioni che, a loro volta, forniranno i componenti che verranno usati in molti nuovi prodotti. Ma le norme restrittive che regolano l’uso di una serie di semi, renderanno impossibile la coltivazione di questi nuovi ceppi. Tenuto conto che l’attività legislativa richiede molto tempo per normare ogni singolo componente, questa stessa rappresenta l’ostacolo a sviluppare prodotti innovativi che potrebbero risolvere numerosi problemi di salute. Le persone che cercano questi nuovi componenti finiscono per ricorrere al mercato nero o a commercianti poco raccomandabili di paesi dove le restrizioni agli agricoltori sono minori. Tuttavia, i problemi che ne conseguono possono essere addirittura peggiori. È ovvio che i componenti che arrivano dal mercato nero non vengono né testati né analizzato in laboratorio per verificare la presenza di insetticidi o pesticidi o metalli pesanti, per cui il loro utilizzo in prodotti alimentari è potenzialmente dannoso se non peggio. In Italia ci sono già state aziende a cui è stato vietato di produrre nuovi prodotti con CBD, in quanto utilizzavano CBD isolato di provenienza cinese e americana non regolamentato e contaminato, solo perché più economico!

Attualmente negli Stati Uniti non viene impedito agli agricoltori di usare queste nuove varietà, a patto che rispettino le leggi sul contenuto di THC. Pertanto, un coltivatore di canapa negli U.S.A può coltivare varietà di cannabis ad alto tenore di CBG o CBN purché i livelli di THC siano sotto lo 0.3%. Una volta ottenuta tale biomassa, è possibile estrarne i costituenti singoli, e quei mercati in attesa di nuovi componenti si gioveranno di questi costituenti in forma pura estratti organicamente. Tuttavia, in Europa, siamo costretti ad aspettare che i numerosi organi governativi esistenti – che non hanno alcuna esperienza reale riguardo i componenti – certifichino, diano licenze e propongano le linee guida legali. Dunque, le leggi vengono inevitabilmente modificate fino a che non soddisfano tutti, e ciò richiede tempo e frena lo sviluppo di nuovi materiali e prodotti. Questa dinamica fa anche sì che in molti cerchino altrove il materiale base e quindi spendano i soldi in mercati esteri, mentre l’Italia potrebbe trarre beneficio da ciò che sa far bene naturalmente. Oggi questa è la norma, non l’eccezione.

Ecco un perfetto esempio di ciò avviene oggi nella produzione di CBD. La Comunità Europea non è riuscita a mettersi d’accordo sulle norme che lo riguardano, e neanche a promulgare una serie di leggi a cui aderire come, ad esempio, per i Novel Food o gli integratori alimentari. Le lotte interne dei paesi UE ne hanno sostanzialmente bloccato la produzione, mentre gli Stati Uniti si sono presi praticamente tutto il mercato. Il CBD viene oggi usato in tantissimi prodotti diversi che vanno dallo zucchero alla farina agli oli, etc. e la maggior parte del CBD utilizzato proviene da fuori dell’Italia, quando potrebbe tranquillamente essere coltivato nell’Unione Europea.

Inoltre, singoli paesi come l’Inghilterra, la Germania o la Svizzera non attendono che l’UE approvi le linee guida sugli usi del CBD, ma preferiscono fissare le loro proprie regole. Ciò è dovuto alla lentezza nell’elaborazione delle leggi da parte dell’UE, nonostante la storia e la cultura della produzione di canapa in Europa abbia una tradizione di centinaia di anni.

Una volta accertato che un componente come il CBD non può essere considerato mortale, né che abbia una dose letale, l’attesa per gli agricoltori diventa incomprensibile oltre che costosa. È dal dicembre 2018 che stiamo aspettando una pronuncia sul CBD come Novel Food, ma è stata nuovamente rinviata a fine 2020, per quale ragione? La primavera è alle porte e la fertile terra italiana è ansiosa di vedere nuove importanti produzioni. Sicuramente ci sono gruppi di agricoltori che decidono cosa produrre nei loro terreni, ma tutti corrono il rischio di veder distrutta la propria coltura se i livelli di THC si ritrovano a essere troppo elevati o non potessero provare la provenienza dei semi utilizzati. Senza questi coltivatori all’avanguardia non sapremmo cosa è possibile ottenere, quindi in un certo senso questi rendono un servizio a tutta la comunità. La disobbedienza sociale passiva non violenta nasce da menti intelligenti e curiose che non credono che ciò che è considerato legale sia necessariamente giusto!

La biodiversità italiana si è sviluppata dall’amore per prodotti di alta qualità coltivati con passione e dedizione. Ha influenzato l’intero commercio mondiale a tutti i livelli e si basa sulla freschezza e sulla rotazione stagionale delle colture. Semplice, incontaminata e il più organica possibile, irrigata con acqua di montagna e illuminata dalla luce del sole, è questo il segreto dell’agricoltura italiana. La posizione geografica dell’Italia, una lunga penisola circondata dal mar Mediterraneo, situata tra le masse continentali di Africa ed Europa, la rende intrinsecamente ricca dei doni di Madre Natura… L’Italia è biodiversità!





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