Lion-DDopo il suo primo debutto nel 2009 con ‘THE BURNING MELODY’, un album in cui c’è sia il cantato melodico che la metrica rappata, Lion D torna con un nuovo album. A circa un anno e mezzo di distanza ecco il suo nuovo street album. ‘REAP WHAT YOU SOW’ una raccolta di singoli e pezzi inediti, prodotto da Bizzarri records, fuori dal 15 aprile.

Quando nasce Lion D e che cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla musica?
Ovviamente non è in un giorno che nasce Lion D, ho lavorato tanto per trovare la mia strada e per mettere a frutto il mio talento. Più o meno all’età di 17 anni, ho cominciato ad appassionarmi al reggae, che fino a quel momento non avevo mai seguito. Con il tempo, conoscendo ed esplorando questa musica sempre più da vicino, mi rendevo conto di quanto mi identificasse e rappresentasse, e così mi ritrovavo ad ascoltare i dischi di Bob Marley, Peter Tosh, Burning Spear, e a sentire dentro di me che avrei voluto fare anch’io quello nella vita. Volevo creare la mia musica e lanciare quel tipo di messaggio, scuotere le coscienze e provocare una reazione nella gente, proprio come avevano fatto loro.

Come hai iniziato la tua collaborazione con bizzarri records? In che modo ha influito nella tua carriera?
Potrei dire che la mia carriera è iniziata con Bizzarri Sound, perché è da quando mi sono unito a loro che appunto ho fatto il salto di qualità!!!Ovviamente facevo già musica prima che ci incontrassimo, ma non a questo livello… si trattava solo di passione, mentre ora si tratta anche di lavoro e quindi si può parlare anche di carriera! Ho iniziato a collaborare con loro, girando con il sound a suonare per locali, ma ora, oltre a Bizzarri Sound, esiste Bizzarri Records, che è appunto l’etichetta nata successivamente al nostro incontro. Ora disponiamo anche di uno studio di registrazione e di personale altamente qualificato, oltre che di una band, la Livity Band, che mi accompagna nelle mie performance.

Sappiamo che tu scrivi e interpreti tutti i tuoi testi, da dove prendi l’ispirazione e gli stimoli per le tue liriche?
Per me è una cosa naturale non faccio altro che descrivere quello che vedo con i miei occhi, e quello che sento dentro di me, e ovviamente lo faccio a modo mio, attraverso la mia musica!!!La mia fonte di ispirazione è, in primo luogo, Rastafar-I e i suoi insegnamenti, anche se non sempre ne parlo esplicitamente, e in secondo luogo è la realtà che mi circonda. Quando scrivo non guardo solo dentro di me, mi guardo intorno, osservo, provo ad ascoltare la gente, leggo i giornali..dal mio punto di vista, l’ispirazione è dappertutto.

Il tuo primo album ‘The burning melody’, è stato il tuo debutto nella scena reggae italiana con uno stile che rimanda al new roots giamaicano. Il 15 Aprile in uscita il tuo secondo album ‘REAP WHAT YOU SOW’, dacci qualche anticipazione?
‘REAP WHAT YOU SOW’ nei negozi dal 15 aprile, esce a poco di più di un anno di distanza da ‘The Burning Melody’, il mio primo album, e incarna la mia evoluzione musicale e il percorso intrapreso finora. E’ un disco più maturo, che si distingue da quello precedente per una maggiore freschezza e varietà di sonorità, che spaziano dal new roots più classico alla ance hall, fino all’hip-hop ed al latino americano. Il cd contiene quindici tracce, e alcune di queste verranno promosse ulteriormente, attraverso la realizzazione di video clips, come ad esempio è stato fatto per TRENDSETTA, primo brano del disco, il cui video è pronto ad andare in rotazione dal 15 aprile!Se amate la musica reggae o la ance hall, se vi piacciono le nuove sonorità, non potete non acquistarlo… Se invece questo non è mai stato il vostro genere, acquistatelo comunque, lo diventerà molto presto..!Eheheh…!

Cosa ne pensi dell’Italia? C’è libertà di pensiero e di espressione?
In un certo senso penso che ci sia poca libertà di pensiero e di espressione, ma non sono tanto sicuro dell’uso che se ne fa’. La libertà di pensiero e di espressione per fortuna esistono ancora, ma ci vorrebbero più persone in grado di pensare con la propria testa e di esprimersi in maniera indipendente…Noto un sentimento diffuso di rassegnazione, in quanto le cose si potrebbero dire e fare, ma poi sono pochissimi quelli che ci provano veramente!!!

Trattando temi di antiproibizionismo, ritieni utile o efficace la legge sulle droghe “Fini-Giovanardi”?
Il mio giudizio è al di sopra delle parti politiche, non la ritengo assolutamente efficace, ma non solo perché sono Rasta, come si potrebbe pensare. Fondamentalmente trovo questa legge scorretta dal punto di vista umano!

Questo numero di Dolce Vita parla del tanto discusso tema della fuga dei cervelli. Tu, che sei per metà italiano, che ne pensi di questo movimento di talenti in fuga dall’Italia?
Questo fenomeno lo considero emblematico, in quanto rappresenta la realtà in cui i giovani si trovano a vivere oggi in Italia. Significa che non si da’ abbastanza spazio ai nuovi talenti, e che il merito non viene abbastanza premiato!!!Quello che penso in merito a chi è al potere e che potrebbe fare molto di più per cambiare le cose…

Contatti:
www.myspace.com/liondmusic
www.bizzarrirecords.com

 





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