Non è affatto uno scherzo quando vivi sulla tua pelle il tuo primo disastro naturale da coltivatore e capisci quanto davvero siamo vulnerabili quando le condizioni sono favorevoli per parassiti, virus, batteri, muffe e problemi legati all’acqua, al suolo o all’aria.

Dato che che le nostre colture si ingrandiscono con ceppi della stessa famiglia come la cannabis, diventiamo automaticamente bersaglio di organismi che prosperano attaccando qualche parte della pianta, in special modo quando c’è un gran numero di piante dello stesso tipo. Quando superiamo il punto critico noi stessi diventiamo il nostro peggior nemico!

Da grower a breeder, proteggo le mie colture con la programmazione di irrorazioni e irrigazioni preventive mirate al controllo e all’isolamento di tutte quelle aree potenzialmente problematiche. Secondo la mia esperienza appena vedi qualche parassita o malattia è in genere ormai tardi per agire e più è estesa la coltivazione, più la crescita sarà a rischio. Dal momento che la cannabis cresce dal seme o dal clone, così come avviene per ogni altra pianta, la scelta di coltivare in una vasta area una sola tipologia di pianta può portare problemi e rischi che nessuno avrebbe potuto prevedere, perciò la prevenzione è una necessità.

Le monocolture tendono ad attrarre quei predatori resilienti in grande numero e quando si verificano le condizioni adatte, una coltura pregiata si può convertire in concime per la terra piuttosto che in qualcosa di valore ed il tempo per agire è piuttosto breve per cui prevenzione, supervisione e aderenza ai protocolli sono strumenti essenziali per la cura di piante sane e di estrazioni pulite per i prodotti base.

Il controllo di contaminanti e residui di solventi sul prodotto finale è d’obbligo prima che questo sia reso disponibile al pubblico per il consumo. Al momento questo monitoraggio è scarso su molti dei prodotti presenti sul mercato che hanno poco o nessun principio attivo al loro interno e presentano alti livelli di pesticidi e tracce di insetticidi. Per cui al giorno d’oggi le cure miracolose promesse da molti venditori non aiutano, bensì possono nuocere ancor di più al paziente.

Il primo e più importante passo per controllare tutte le possibili contaminazioni, è quello di ridurre ogni introduzione di materiale organico quando si entra o si esce dalle greenhouse o growroom. Le porte scorrevoli sono un incubo visto che permettono alle piaghe di entrare all’interno liberamente e in grande quantità. Diventa fondamentale l’istallazione di vasche sterilizzate per pulire le suole delle scarpe di chi entra dall’esterno o da un’altra area di coltivazione. Bastano davvero pochi parassiti per dare il via a un’infestazione che una volta radicata segna l’inizio di una lunga battaglia. Una volta che una grow area viene infestata sarà difficile debellare tutti i segni o le uova della nostra minaccia e un trattamento preventivo annuale non sarà più un’opzione ma una necessità.

I peggiori periodi dell’anno per le piante sono probabilmente la primavera e l’autunno, e ciò è dovuto alla prevalenza di parassiti dormienti e alle condizioni climatiche ottimali per muffe, batteri e virus. Conoscendo questa data situazione è possibile preparare un programma di profilassi su base annuale. Più anni coltivi in una certa zona, in growroom o in una greenhouse e sperimenti questi cambiamenti stagionali, più sei meglio attrezzato per capire, preparare e trattare potenziali problemi. Quindi tenere traccia di date, trattamenti e osservazioni su un diario annuale costituisce un buon riferimento da consultare nel momento in cui sorgono problemi magari già sperimentati e per i quali sai come agire.

Se la popolazione di parassiti cresce fino a un livello che richieda misure di controllo i grower devono essere preparati per implementare immediatamente un piano di controllo che tenga conto delle raccomandazioni attuali circa irrorazioni specifiche o controllo biologico. Attualmente sono disponibili molti eccellenti agenti di controllo biologico contro i parassiti comuni.

Valuta con cura i diversi pesticidi e usa i prodotti disponibili più sicuri ed efficaci.
Segui un buon programma di rotazione dei pesticidi in modo da rallentare lo sviluppo della resistenza agli stessi.

Ogni volta che la coltura viene controllata manualmente si deve tener traccia del numero dei vari parassiti, la loro ubicazione e il numero delle piante ispezionate. Questo registro aiuterà a identificare gli andamenti della popolazione. Tali andamenti indicano se le misure iniziali di controllo hanno avuto successo oppure vanno ripetute.

I punti da tenere assolutamente in considerazione per un produttore responsabile sono:
– Danni limitati agli insetti naturali benefici
– Minimizzare i rischi per la salute umana
– Impatto minimo negativo sugli organismi che non sono bersaglio
– Danno ambientale limitato
– Preservazione ottimale degli ecosistemi naturali e di quelli antropizzati
– Diminuzione nel lungo periodo dell’esigenza di disinfestazioni
– Verificare che l’effettiva implementazione sia realizzabile
– Efficienza dei costi nel breve e lungo termine
– Conservazione della documentazione e sistema di monitoraggio dei parassiti bersaglio
– Metodi alternativi valutati o attuati
– Linee guida della gestione, procedure e standard
– Strategie di controllo dei parassiti
– Formazione e addestramento del coltivatore

Una diminuzione del flusso d’aria, (che a sua volta può bruciare i motori di ventilazione o ridurre il raffreddamento diminuendo la ventilazione, appunto) può essere una buona misura iniziale per contenere la diffusione di un particolare problema, ma si tratta solo di una misura di contenimento e quindi, per avere successo, sarà necessario effettuare un trattamento che si combini con questa riduzione.

La gestione della greenhouse per il controllo degli insetti e delle malattie dipende dal clima locale, dall’entità della presenza di insetti e malattie esterne, dalla progettazione strutturale della serra, dalla disponibilità di strumenti per il controllo del clima e dal livello di abilità degli operatori della greenhouse. È importante mantenere l’area intorno all’esterno e all’interno della serra libera da erbacce e da altre piante che possano ospitare parassiti. Le reti a maglie strette per tenere lontani gli insetti dalla greenhouse possono essere un elemento importante se vivi e operi nelle zone climatiche più calde o vicino a grossi bacini d’acqua.

Questa industria si sta sviluppando velocemente e molta gente attirata da questo nuovo settore non è a conoscenza di tutte le diverse sfaccettature che contribuiscono ad una coltivazione responsabile e pulita al fine di ottenere una produzione regolare di prodotti finali, affidabili e di alta qualità. Quindi è molto importante che qualcuno all’interno del gruppo sia istruito in elementi di agricoltura e gestione del trattamento delle piante, al fine di soddisfare tutti i business collegati usando lo stesso prodotto base lungo tutta la filiera.

Passando da piccole coltivazioni di 100 piante in growroom a serre con 50mila piante, è logico che i problemi che insorgono saranno su maggiore scala e quindi più caotici, rappresentando così una sfida continua per tutti noi. Seguire le buone pratiche di coltivazione stabilite dalle Nazioni Unite dovrebbe essere il requisito minimo e avere una commissione indipendente che si occupi dei test di laboratorio sui campioni delle piante durante il corso della coltura è necessario per aiutare i coltivatori e il settore in generale, per evitare la diffusione incontrollata di problemi.

La scienza è qui per assisterci e ci aiuta ad essere sicuri in anticipo che i prodotti che consumiamo non siano tossici. Per cui servirsi della scienza per coltivare e per gestire i processi post-raccolto è anche un ulteriore passaggio logico che questa industria deve adottare. Una garanzia minima di approvazione o valutazione di un prodotto base per ogni azienda o coltivazione sarebbe un bel passo avanti per tutte quelle industrie collegate che usano questi prodotti base per processarli o aggiungerli ai loro prodotti. Ciò costituirebbe un ulteriore controllo per lo Stato o istituzione che norma questo settore industriale e significherebbe che ogni produttore viene ritenuto responsabile dei suoi prodotti base e classificato in modo che i potenziali compratori possano stabilire il prezzo del raccolto in offerta. Al momento tutto ciò esiste per l’industria della carne, per quella ortofrutticola, per quella della pesca etc. Ora è tempo di applicare tali misure all’industria della cannabis per ridurre tutte le potenziali preoccupazioni e domande che la loro assenza comporta!

 





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