L’aumento di ricerche avallando i benefici dei cannabinoidi per trattare molteplici malattie ha portato alla formazione di alleanze che poco tempo fa sembravano impossibili. Le aziende della cannabis medicinale hanno bisogno di acquisire il know-how delle banche di semi allo scopo di sviluppare nuovi prodotti. A tal fine, la Dinafem ha lavorato sodo in numerosi progetti di R&S per ottenere genetiche di qualità e stabilità ottima al livello di ciò che l’industria della cannabis terapeutica cerca e desidera.

Nel 1981, il dottor Raphael Mechoulam scoprì il sistema endocannabinoide, costituito dai recettori CB1, situati nel cervello, e dai recettori CB2, ubicati nel sistema immunitario. Grazie a quella scoperta, la comunità scientifica ha cominciato a guardare la marijuana terapeutica con occhi ben diversi, fino al punto di iniziare a pensare sul serio che i cannabinoidi delle piante di canapa, tramite la stimolazione di tali recettori, sono capaci di alleviare l’ansietà, lo stress, il dolore.
I due principali cannabinoidi responsabili della stimolazione sono il D9-THC (Delta-9 Tetraidrocannabinolo) e il CBD (Cannabidiolo). Il THC è il cannabinoide più famoso e psicoattivo. Il CBD, invece, ha recentemente trovato l’interesse della comunità scientifica e farmaceutica grazie ai numerosi benefici per la salute che possiede.
Si tratta di uno dei oltre 60 composti presenti nel fenotipo chimico delle piante di cannabis. Tra le funzioni più interessanti del CBD, o del cannabidiolo, troviamo la sua capacità di proteggere dagli effetti psicoattivi non desiderati del THC. La dimostrata efficacia del CBD nel trattamento dell’epilessia infantile, in confronto alle terapie convenzionali, ha attirato anche l’attenzione di molte aziende farmaceutiche. Un interesse suscitato pure dai numerosi studi che dimostrano che il CBD è un antiinfiammatorio e analgesico molto potente capace di eliminare cellule tumorali così come di ridurre la nausea e il vomito. Tutto ciò ha ovviamente portato alla proliferazione di ricerche nel campo dell’oncologia al fine di scoprire gli usi che si potrebbero farne.

Secondo un articolo pubblicato nel British Journal of Clinical Pharmacology, molti studi hanno dimostrato che il CBD possiede le seguenti proprietà mediche:

Antiemetico: riduce la nausea e il vomito

Anticonvulsivante: aiuta a fermare le convulsioni

Antipsicotico: combatte i disturbi mentali

Antinfiammatorio: attenua i disturbi infiammatori

Antiossidante: combatte le azioni neurodegenerative

Antitumorale: riduce la proliferazione di cellule tumorali

Ansiolitico/Antidepressivo: riduce i sintomi di ansia e depressione

 

Le varietà di canapa finora disponibili sul mercato avevano una concentrazione di THC più alta di quella del CBD, probabilmente a causa del successo che gli effetti derivati del THC avevano tra il grande pubblico. Ciò nonostante, siccome il CBD si è rivelato benefico per la salute, sta diventando sempre più importante e apprezzato.
Man mano che le banche di semi di marijuana si danno da fare per investigare e sviluppare nuove genetiche di cannabis, le aziende farmaceutiche iniziano a vedere che questo cannabinoide ha davvero molto da offrirci.
Mentre il THC ha dimostrato di agire in modo negativo e di avere alcuni effetti collaterali se usato a scopo terapeutico, il CBD non sembra presentare questo problema. L’aumento di prove a sostegno dei numerosi vantaggi del CBD ha spinto le aziende farmaceutiche ad investire in ricerca, al fine approfondire la loro conoscenza e capire meglio come usare il CBD per il trattamento della schizofrenia, l’epilessia oppure il cancro al seno.

A tal fine, Supreme Pharmaceuticals Inc. ha firmato un accordo di partenariato con la Dinafem, una banca di semi spagnola di fama mondiale che non ha mai smesso di innovare e creare genetiche di marijuana sin dalla sua fondazione nel 2002. Tra l’altro, è nota per essere la prima banca a commercializzare varietà femminizzate autofiorenti.
Grazie a quest’alleanza, Supreme potrà acquisire il know-how accumulato dalla Dinafem dopo anni di ricerca e sviluppo nel settore della cannabis. L’obiettivo di questo progetto innovativo è quello di unire le forze per trovare il modo migliore di creare varietà di cannabis medicinali che possano soddisfare i bisogni dei pazienti autorizzati dalla MMPR, in Canada.

Il tempo e i soldi investiti in molteplici progetti R&S hanno reso possibile che la Dinafem possa approfittarsi delle risorse umane e tecnologiche a sua disposizione per sviluppare varietà ricche di CBD che, secondo il Direttore di Laboratorio della seed bank, sono il risultato di processi particolarmente rigorosi destinati a rispondere alle esigenze degli utenti medicinali e ricreazionali.
“Abbiamo utilizzato tecniche di allevamento selettivo per creare varietà con alti livelli di CBD e con livelli di THC vicini allo zero. Infatti, soltanto le genetiche con il tenore di CBD più alto sono selezionate. Tramite l’utilizzo di un gascromatografo, siamo riusciti a sapere esattamente il numero di cannabinoidi in ogni individuo, dopodiché la squadra del nostro lab ha selezionato le piante che avevano i livelli di CBD più alti e che, di conseguenza, meritavano di fare parte della nostra linea d’élite”.

Quando la linea pura ha preso forma, la Dinafem ha incrociato quelle piante d’élite ricche di CBD con varietà famosissime, il che ha portato allo sviluppo di strain meravigliosi che adesso appartengono al nostro catalogo di varietà ad alto contenuto di CBD. Tra le splendide genetiche che armoniosamente mischiano i tratti dei predecessori (sapore, aroma, potenza, rendimento…) con i vantaggi del CBD, troviamo l’Amnesia CBD, la Bubba Kush CBD oppure la Cheese CBD. Varietà che, grazie al loro rapporto THC/CBD che va dall’1:1 all’1:3, sono ideali per scopo terapeutico, ma non solo. Rappresentano anche una scelta ottima per gli utenti che cercano un’alternativa sostenibile che gli permetta di consumare regolarmente senza che comporti ostacoli significativi per lo svolgimento della vita quotidiana.

Questo recente accordo di collaborazione tra Supreme e Dinafem sarà certamente molto vantaggioso per entrambe le parti. Supreme potrà, da una parte, investigare e sviluppare genetiche ad alto valore medicinale, mentre la Dinafem avrà accesso a una grande varietà di tecniche di R&S innovative così come a informazioni sul rendimento che questi strain presentano quando sono coltivati nell’ampia sede (32.516 metri quadrati) di Supreme. E, oltre a questo, grazie all’opinione e all’esperienza di migliaia di utenti che se ne sono avvalsi, la Dinafem potrà continuare a migliorare senza mai fermarsi.

 

Dinafem Team





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