Questa è una storia atipica. Decisamente originale. Parla di un uomo che è fuggito dalla civiltà per rifugiarsi su un’isola deserta dove ha vissuto da eremita per 29 anni finché le autorità non lo hanno costretto a rientrare in città.

Lui si chiama Masafumi Nagasaki, 82 anni, ribattezzato dai media “l’eremita nudo”. Oggi risiede, contro la sua volontà, sulla terraferma, in Giappone, a 60 chilometri dalla sua isola, Sotobanari, che ha raggiunto per la prima volta nel 1989 senza più allontanarsene.

La sua vita, prima della “fuga”, era piuttosto normale. Amici, famiglia, lavoro. Nell’industria dello spettacolo, esattamente. Poi un giorno decise di ritirarsi in completa solitudine sull’isolotto fuori dalle rotte persino dei pescatori. La sua storia divenne nota solo nel 2012 quando un viaggiatore che scrive di naufraghi sentì parlare di lui e decise di raggiungerlo.

Abbiamo voluto tradurre per voi questo straordinario filmato di Alvaro Cerezo di Docastaway che ne documenta la storia attraverso un’intervista.

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Nagasaki non è l’unico ad avere vissuto questo tipo di esperienza. Il vietnamita Tarzan ha vissuto per 41 anni su un’isola – sebbene la scelta non sia stata del tutto volontaria –  ed è colui che ad oggi vanta la pernanenza più lunga in una realtà del genere, mentre l’australiano David Glasheen è attualmente al suo 22esimo anniversario in solitaria.

Diversamente da Robinson Crusoe, il celebre naufrago nato dalla penna di Defoe, Nagasaki non ha mai agognato di tornare in mezzo ai suoi simili, con un tetto sulla testa e acqua corrente a disposizione. La sua infatti non è una storia di esilio, ma di libertà.

Com’è andata a finire per il giapponese è noto: “debole” è la parola utilizzata dalla polizia che ha provveduto al suo trasferimento. L’isola resta tuttora il posto dove avrebbe voluto concludere i suoi giorni: «Circondato dalla natura, puoi immaginare un modo più bello per morire?».





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