2015-05-21 03.04.08 pm

Gran parte del settore agro-industriale è povero di gusto, ingiusto, inquinante, socialmente iniquo, potenzialmente pericoloso per la nostra salute, quando si è coscienti di questo si è già a metà strada per conoscere i cibi e i vini. Quasi le stesse cose si potrebbero affermare per il mercato nero dell’erba, ma non solo, in questi anni abbiamo visto calare drasticamente anche la qualità della marijuana venduta legalmente nei coffeeshop olandesi; anche quest’ultima sta diventando povera di gusto, di qualità generica, potenzialmente dannosa per la nostra salute.

EGO-SISTEMA
E’ quello che io chiamo l’ego-sistema, il libero mercato, la globalizzazione, che hanno portato a produzioni sempre meno esigenti da un punto di vista della qualità, con l’unico obbiettivo di aumentare i propri profitti… da qui l’ego-sistema. Se ognuno di noi comprasse solo prodotti di buona qualità, rifiutando quelli scadenti, la qualità della produzione si innalzerebbe automaticamente, è una considerazione ovvia che però non ha senso nel momento in cui entrano in gioco fattori come la pubblicità, che influenza la mente delle persone fino a distorcere completamente il concetto di qualità. Molto spesso si sente parlare di un prodotto buono “perché è di marca”, o di un prodotto buono perché ha una bella confezione. La presentazione è importante è vero, ma la presentazione di un prodotto alimentare non può essere una pubblicità in uno schermo e il suo marchio, ma il suo profumo e la sua consistenza. Dobbiamo capire il concetto che non ci possono essere delle mozzarelle tutte uguali, con lo stesso sapore solo perché della stessa marca, al supermercato di Terni come in quello di Bari o di Milano, la mozzarella “tal dei tali” avrà lo stesso rassicurante sapore, sempre in ogni caso e periodo dell’anno; dobbiamo prendere coscienza che questo non è un positivo, ma apprezzare al contrario le diversità.

Nonostante l’ego-sistema, qualche volta si riesce a gustare un prodotto buono ad un giusto prezzo, come nel caso di una space-cake gustata ad Amsterdam pochi mesi fa. Devo ammettere che era un po’ troppo dolce, ma per quanto riguarda il retrogusto e l’effetto non c’è stato nulla da dire, un piacere unico. Un’abitudine, quella di ingerire canapa invece di fumarla, che un consumatore dovrebbe usare spesso perché più sana.

Vi proponiamo un piatto di facile preparazione, che ho degustato di recente: fettuccine ai funghi misti, con tartufo nero e canapa. Per questa ricetta mi sentirei di consigliare una varietà indica persistente, come una hashplant che contrasterà bene con i funghi e il tartufo. Ci accostiamo un vino che ho degustato poco tempo fa, un rosso Valtellina superiore Doc del 2005 di 12,5 gradi alcolici. Personalmente eviterei il sovrapporsi dei due effetti psicotropi, consiglierei di berne con molta moderazione degustando al meglio questo ottimo vino, accostato a questo meraviglioso piatto estremamente legato alla montagna. Alla visiva scopriamo un vino limpido e di un rosso rubino intenso, con un’unghia porpora. L’esame visivo ci rivela un vino intenso, più che persistente e di qualità fine. La descrizione olfattiva è molto ricca, varia dal profumo rotondo del burro, fino alla confettura, avvertiamo anche un misto di cacao con un sentore di menta in lontananza e sul finire della vaniglia. All’esame gustativo delude un pochino, i ricchi profumi ci avevano preparato ad un vino molto complesso, invece si rivela un vino equilibrato, intenso con una persistenza leggermente sopra la media. Perfetto da accostare ad un piatto di fettuccine funghi, tartufi ed erba. Buon appetito.





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