L’epidemiologo statunitense Marc Lipsitch, direttore del Centro per le dinamiche sulle malattie trasmissibili di Harvard, ha cercato di spiegare cosa succederà nei prossimi mesi per il Coronavirus e per la malattia da esso causata, il COVID-19.
Già questa è una distinzione importante: Coronavirus è il nome del germe, non della malattia, e fa parte di una famiglia di virus che conosciamo già, tanto che ci sono altri 4 coronavirus in giro che non sono stati debellati. Sulla base di questi dati, per Lipsitch è praticamente impossibile arrestare questa malattia, ancor meno contenerla. Questo sul piano pratico vuol dire diverse cose: innanzitutto che sentiremo parlare del Coronavirus ancora per un bel po’, e secondo che i governi di tutto il mondo dovranno affrontare una crisi epidemica con pochi precedenti nella storia.

Ma nonostante questo, Lipsitch si mantiene ottimista, e spiega anche perché: sebbene entro un anno tra il 40 e il 70% della popolazione mondiale potrebbe essere contagiata, non vuol dire che tutti diventeranno malati gravi. È molto più probabile che alcuni si ammaleranno poco gravemente, e molti altri saranno asintomatici. E per ora, la maggior parte dei casi totali nel mondo (oltre 70mila) appartiene a questa seconda categoria, tanto che i morti sono stati poco più di 2.000. Vuol dire che il COVID-19 ha un tasso di mortalità molto basso, sebbene ne abbia uno di contagio al contrario parecchio elevato.

I Coronavirus sono una famiglia di virus che genera sintomi molto simili al comune raffreddore. Sfuggevoli anche per il nostro organismo, che non riesce a creare una barriera di anticorpi utile per fermare l’avanzare della malattia. Ma le infezioni respiratorie fanno parte della vita di ognuno di noi: secondo Lipstich, il probabile epilogo dell’epidemia di Coronavirus sarà che finiremo, banalmente, per farci l’abitudine. Considerando che il virus non sopravvive ad alte temperature, l’arrivo della bella stagione potrebbe rallentarne l’avanzata, ma non vuol dire che sarà debellato. Semplicemente, comincerà a comportarsi come una malattia stagionale, che tornerà ad avere picchi periodici.

La cosa che preoccupa di più le autorità sanitarie di tutto il mondo è l’attuale mancanza di una cura efficace, come il vaccino per l’influenza, e soprattutto il fatto che il coronavirus diventa molto più letale quando entra in contatto con persone anziane oppure con organismi già debilitati da precedenti o concorrenti malattie.





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