Sono io, siamo noi, siete voi a decidere. E nessun altro. La crisi ambientale, il riscaldamento globale, gli eventi climatici estremi sono spettacoli che non ammettono più spettatori passivi che guardano, commentando e non agiscono. Già, ma cosa fare?

Voglio narrarvi una storia, una delle tante che la redazione di Italia Che Cambia racconta ormai da otto anni. Una storia di cui voi stessi potete diventare protagonisti. Personalmente, l’ho già fatto. Sono bastati una telefonata e qualche modulo da compilare.

Parliamo di energia. In un paese dove meno del 40% della domanda energetica è soddisfatta da rinnovabili, fare qualcosa è davvero una priorità. Da anni la politica tentenna, evitando di fornire risposte forti e decise per paura di pestare i piedi all’industria fossile, detentrice di interessi troppo grandi per essere sacrificata nel nome della transizione energetica. E allora l’attivazione deve partire dal basso. Da noi.

Forse non lo sapete, ma in Italia abbiamo un’eccellenza a livello internazionale in questo senso. Si chiama ènostra ed è una cooperativa energetica. È nata da un percorso finalizzato a favorire la diffusione delle rinnovabili, in particolare sfruttando il modello cooperativo, e nel nostro paese costituisce un’esperienza praticamente inedita.

Ma cosa fa una cooperativa energetica? È presto detto: mette i propri soci in condizione di produrre, consumare e rivendere energia rinnovabile. La trasparenza viene assicurata dall’impegno a fornire informazioni sia sui meccanismi che stanno alla base sia della formazione del prezzo della bolletta sia sui servizi di monitoraggio dei consumi. Perché l’obiettivo è quello di aiutare l’Italia a compiere una transizione energetica consapevole e informata.

Nel 2018 in poche settimane ènostra ha raccolto 700mila euro presso i propri soci per progetti di autoproduzione energetica, oltre ad aver avviato attività specifiche di formazione per scuole e utenti finali sulla consapevolezza dell’utilizzo dell’energia. È stato quello il primo passo di un percorso verso l’autoconsumo collettivo da parte di comunità energetiche.

Ma cosa sono queste comunità energetiche? Come ha stabilito il decreto Milleproroghe del 2020, si tratta di comunità che scambiano energia al fine dell’autoconsumo collettivo, sia istantaneo che differito. Approfondendo, possiamo dire che sono aggregazioni di cittadini, Comuni e piccole e medie imprese del territorio, uniti in qualsiasi forma purché non animate dal profitto come prima finalità. Questi soggetti hanno il diritto di autoprodurre, consumare, vendere e stoccare energia rinnovabile.

«Il consumatore finale è il soggetto debole del mercato dell’energia, siamo bombardati da messaggi aggressivi dei venditori e tante volte non siamo attrezzati per rispondere, anche perché praticamente sempre le proposte che fanno non sono degli affari, anzi». Ironia della sorte, mentre ascolto le parole della presidente di ènostra Sara Capuzzo squilla il telefono: sul display compare un numero di Milano e dall’altra parte del ricevitore tale Francesca mi promette di illustrarmi una vantaggiosa offerta da parte di ENI. Educatamente ma sbrigativamente chiudo la conversazione e torno ad ascoltare le parole di chi questa Italia la vuole cambiare per davvero…

a cura di Francesco Bevilacqua
Sono bolognese, giornalista, collaboro con Italia Che Cambia sin dalla nascita del progetto, di cui oggi sono caporedattore. Mi interesso di tutto ciò che riguarda il cambiamento, con particolare predilezione per nuovi modelli economici, educativi e sociali





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