AntiproibizionismoIn evidenza

Legalizzazione: l’Italia s’è desta

Dal Paese del sole al Paese dell’erba: abbiamo provato a immaginare come sarebbe l’Italia se la cannabis fosse legale, e a che fine farebbero Giovanardi e Salvini…

Legalizzazione: l’Italia s’è destaIeri il ministero dello Sviluppo economico ha dato i numeri. Quelli della legalizzazione. Numeri che hanno superato anche la più rosea aspettativa di tutti i calcoli che erano stati fatti in precedenza. Nel secondo anno di cannabis legale in Italia il fatturato totale ha superato i 15 miliardi di euro, con migliaia di aziende collegate all’indotto, che continua a crescere, e 20mila nuovi posti di lavoro a tempo pieno.

La cannabis ha cambiato il paesaggio rurale da nord a sud dello stivale, aggiungendo sfumature di verde e varie gradazioni di terpeni in tutto il Paese. Stiamo riuscendo nella difficile operazione di creare cannabis con dei forti connotati legati ai luoghi di produzione, che le danno unicità grazie a sole, vento, terra e mani in grado lavorarla, con delle vere e proprie eccellenze riconosciute a livello globale e un forte turismo di prossimità legato ai territori più produttivi. 

ITALIANS DO IT BETTER

Legalizzazione: l’Italia s’è destaNon stupisce che i turisti arrivino in massa per provare il celeberrimo connubio di cannabis e passito di Pantelleria, da declinare insieme a diversi dolci locali, che ci sia la fila per iscriversi ai corsi di sommelier della cannabis a Milano, che non ci sia mai posto nelle taverne napoletane che preparano la stizza, la stupefacente pizza con varie gradazioni di THC, o che vengano presi d’assalto i cannabis caffè sardi, che propongono bomboloni speziati da degustare insieme a formaggi e verdure locali, dopo una camminata o una surfata. I pavimenti e le cucine creati con legno di canapa in Brianza sono un must a livello globale, così come, per fare un altro esempio, le case in canapa prodotte dalle aziende italiane, che fanno parlare di sé in tutto il mondo.

La cannabis si è perfettamente inserita nel tessuto sociale ed economico del Paese, visto che siamo riusciti nell’operazione più complessa di tutte, quella di evitare che grosse multinazionali si prendessero tutto il mercato, per favorire invece le piccole aziende che hanno puntato sulla sostenibilità e sulle peculiarità del posto sposate con la pianta delle meraviglie. 

Legalizzazione: l’Italia s’è desta
▶︎ Questo articolo è offerto da BUDDHA SEEDS

I SOLDI DELLA CANNABIS PER IL SOCIALE

E intanto, dopo che le condanne legate alla cannabis sono state eliminate e i consumatori in galera sono tornati a vedere la luce del sole, i soldi delle tasse della cannabis vengono usati per il sociale, creando scuole, case per i senzatetto e campagne d’informazione su tutti gli stupefacenti e le loro caratteristiche. In particolare la canapa viene raccontata per bene già dalle elementari, sottolineandone i vantaggi in tutti i settori produttivi, da medicina a materiale multiuso sostenibile, per fare in modo che non accada mai più che una risorsa fondamentale per tutti, rischi di essere cancellata per un vantaggio di pochi.
L’azione più nobile è quella che è stata fortemente voluta dal Comitato per la cannabis legale, con la presidente Antonella Soldo e il vice Riccardo Magi che hanno insistito perché il 50% del gettito fosse usato per un nuovo reddito universale, alimentando un percorso virtuoso tra Stato e cittadini. 

Legalizzazione: l’Italia s’è destaMentre mi gusto un mix agrumato consigliato per rilassare la mente e lasciare attivo il corpo nel caffè sotto casa, la luce blu lampeggiante che vedo con la coda dell’occhio mi fa perdere i soliti due o tre battiti del cuore nella classica situazione che ogni fumatore ha sperimentato decine di volte in condizioni di rischio (quello di essere arrestati). Involontariamente la mente corre nel pensare di spegnere la cannetta, imboscare ciò ne rimane, mantenere l’espressione più neutra possibile e sperare che vada tutto per il meglio. Poi capisco. Trattengo un po’ l’ultima boccata ed espiro proprio in faccia all’agente che mi passa davanti in quel momento. E così ripenso con un sorriso alle battaglie fatte, ai fiumi di inchiostro scritti, alle bestemmie tirate davanti ai pregiudizi che vincevano sul buon senso. 

Intanto qualche nostalgico ha piantato dei semini intorno alla tomba di Marco Pannella, e ora diverse piantine ne accarezzano i bordi, come per accudirlo nel riposo

Intanto qualche nostalgico ha piantato dei semini intorno alla tomba di Marco Pannella, e ora diverse piantine ne accarezzano i bordi, come per accudirlo nel riposo. Altro luogo di culto per tutto il movimento antiproibizionista è quello dove riposa Franco Casalone, con diverse persone che vanno a trovarlo, a condividere un fiorellino e piangere lacrime di riconoscenza. 

LA FINE INGLORIOSA DI GIOVANARDI E SALVINI

Carlo Giovanardi, dopo aver fatto un pubblico mea culpa ricordano quell’obbrobrio giuridico che porta il suo nome e quello di Gianfranco Fini – accolto pubblicamente da una sonora pernacchia – è stato beccato con le mani in pasta da un’inchiesta giornalistica che ha svelato come avesse creato una produzione di cannabis indoor tramite un prestanome. Sbugiardato pubblicamente ha visto la sua azienda fallire nel giro di due mesi.

Anche Matteo Salvini non se la passa benissimo. La svolta per il cambiamento nel nostro Paese, infatti, è arrivata nel momento più duro per lui, quando, in seguito alla legge su stupefacenti e patente che aveva voluto approvare con forza e vista la momentanea indisposizione del suo autista, uscì in macchina una sera dalla sua casa di Milano, e fu fermato da zelanti agenti che, nonostante sapessero benissimo chi si trovassero davanti, decisero di eseguire un test sugli stupefacenti all’ex ministro. La positività alla cannabis, che provò a giustificare in ogni modo millantando insonnie e dolori che riusciva a mitigare solo con la pianta delle meraviglie, fu il colpo finale alla popolarità già in calo dell’istrionico politico, che si è ritirato a vita privata godendo i frutti delle battaglie che altri hanno combattuto – evidentemente anche per lui – e che aveva sempre osteggiato. 

RICORDARE PERCHÉ NON ACCADA MAI PIÙ

Mentre sembra che ormai tutti i proibizionisti abbiano cambiato bandiera, a fare opposizione sono rimasti il Vaticano e le mafie. Il primo non perde occasione per ricordare che la cannabis è l’erba del demonio, anche se, con milioni di persone che ne sperimentano i benefici in ogni ambito, l’effetto è straniante. Intanto il prete di una piccola città è stato sospeso a divinis perché ha benedetto una piantina di canapa durante la messa, dopo che un’azienda aveva utilizzato calce e canapa per ristrutturare la navata della chiesa. Le mafie invece agiscono tramite i politici che ancora controllano, che provano a rispolverare i refrain proibizionisti su cui puntavano prima della legalizzazione, con il risultato di essere subito isolati, nella vita privata e in quella pubblica. Certo, non sono ancora scomparse, ma le intercettazioni pubblicate da L’Indipendente, hanno svelato lo stato di terrore di ‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana, quando era diventato palese che avrebbero perso una delle loro più importanti fonti di reddito, che gestivano indisturbati da decenni grazie al monopolio che lo Stato garantiva loro. 

Non riesco a fare altro che pensare al 2024 e a quanto questo risultato sembrasse lontano e impossibile da realizzare. Vorrei tornare dal vecchio me, dai vecchi “noi”, e dare un incoraggiamento a tutti proprio in uno dei momenti più duri per tutto il movimento, quando era partita la raccolta firme per la nuova legge di iniziativa popolare, e faceva male sentire che anche per qualche antipro, sarebbe stato tutto inutile.

È stato tutto necessario se ogni singola sconfitta e ripartenza ci hanno portato fino a qui. Ricordiamocelo a vicenda

Legalizzazione: l’Italia s’è desta



grafica pubblicitaria sponsor canapashop

SOSTIENI LA NOSTRA INDIPENDENZA GIORNALISTICA
Onestà intellettuale e indipendenza sono da sempre i punti chiave che caratterizzano il nostro modo di fare informazione (o spesso, contro-informazione). In un'epoca in cui i mass media sono spesso zerbini e megafoni di multinazionali e partiti politici, noi andiamo controcorrente, raccontando in maniera diretta, senza filtri né censure, il mondo che viviamo. Abbiamo sempre evitato titoli clickbait e sensazionalistici, così come la strumentalizzazione delle notizie. Viceversa, in questi anni abbiamo smontato decine di bufale e fake-news contro la cannabis, diffuse da tutti i principali quotidiani e siti web nazionali. Promuoviamo stili di vita sani ed eco-sostenibili, così come la salvaguardia dell'ambiente e di tutte le creature che lo popolano (e non solo a parole: la nostra rivista è stampata su una speciale carta ecologica grazie alla quale risparmiamo preziose risorse naturali). ORA ABBIAMO BISOGNO DI TE, per continuare a svolgere il nostro lavoro con serietà ed autonomia: ogni notizia che pubblichiamo è verificata con attenzione, ogni articolo di approfondimento, è scritto con cura e passione. Questo vogliamo continuare a fare, per offrirti sempre contenuti validi e punti di vista alternativi al pensiero unico che il sistema cerca di imporre. Ogni contributo, anche il più piccolo, per noi è prezioso. Grazie e buona lettura. CONTRIBUISCI.
grafica pubblicitaria sponsor plagron

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio