Da quando in Italia si è iniziato a parlare di legalizzazione, non c’era mai stata una maggioranza che avrebbe avuto i voti per poterlo fare. Fino ad oggi. I nuovi partiti che compongono il Conte bis, sono infatti (in teoria) tutti favorevoli alla legalizzazione della cannabis, un’iniziativa che troverebbe anche il supporto di Più Europa.

Come abbiamo già scritto, è un argomento che non è stato inserito nei 20 punti programmatici stabiliti da M5S, PD e LEU, ma ciò non toglie il fatto che, se ci fosse la volontà, questa potrebbe essere davvero la legislatura giusta per arrivare al risultato.

Anche se, dai primi commenti dei politici interessati, per usare un eufemismo diciamo che non c’è troppo entusiasmo. L’agenzia Dire ha infatti interpellato alcuni parlamentari per capire come la pensino, e le loro risposte sono un misto tra politichese e discorsi potenziali, con poco di concreto.

Quello che ciascuno di noi può fare, secondo le proprie possibilità, è pressione su chi ci governa, per far capire in modo inequivocabile che la legalizzazione non è una priorità per chi si fa le canne, ma per tutto il paese.
Stiamo preparando iniziative specifiche a riguardo.

L’input alla discussione è arrivato ancora una volta dai Radicali, che hanno rinnovato l’appello ai parlamentari a discutere la legge di iniziativa popolare per la quale nel 2016 erano state depositate oltre 68mila firme. Ma le reazioni dei parlamentari sono state alquanto fredde.
Marco Perduca, che aveva coordinato la campagna Legalizziamo!, che aveva portato al deposito della legge e delle firme, insieme a Marco Cappato, pensa che ci siano le possibilità per aprire una nuova fase. “Le proposte di Pd e 5 stelle ci sono e differiscono di poco. Passata la fase di bilancio, che occuperà la maggior parte dell’attenzione del parlamento, il 2020 sarà l’anno per rilanciare il lavoro dell’intergruppo sulla cannabis”, hanno infatti sottolineato nonostante il fatto che, “a chiacchiere sono tuti a favore e sulla carta, vedendo i numeri della fiducia, aggiungendo anche qualche indipendente come ad esempio Emma Bonino, si potrebbe portare a casa una regolamentazione della produzione, del consumo e del commercio e anche una depenalizzazione dell’uso e del possesso di tutte le sostanze stupefacenti, ponendo l’Italia all’avanguardia in Europa”.

Della Vedova, che era stato il promotore dell’intergruppo parlamentare che aveva avviato la discussione sulla legalizzazione nel 2016 e oggi è il segretario di Più Europa, smorza gli entusiasmi: “E’ vero che nella legislatura precedente quando avevo promosso l’intergruppo Di Maio aveva sottoscritto il disegno di legge e poi non si riuscì ad arrivare alla fine per le resistenze del Pd, anche se moltissimi deputati lo avevano sottoscritto. Ora se ci fosse coraggio, si potrebbe trovare la maggioranza parlamentare”.

Per il senatore del M5S Matteo Mantero, primo firmatario di una delle leggi del movimento per la legalizzazione, “non sarà facile, ma un tentativo va fatto”.
Per Enza Bruno Bossio, firmataria di una delle tre proposte del Pd per la legalizzazione, “i numeri sulla carta ci sono. Ma nel Pd le posizioni sono molto variegate. Nella direzione non se n’è mai parlato”.





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