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La legalizzazione federale della cannabis è più vicina

Per la seconda volta la legge Usa è stata approvata alla Camera, ora manca il Senato

La legalizzazione federale della cannabis è più vicina
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti venerdì ha approvato una legge per la legalizzazione federale della cannabis. È un risultato storico, ma non è la prima volta che succede, visto che era già accaduto alla fine del 2020, con il disegno di legge che però si arenò in Senato, portando ad un nulla di fatto.

LEGALIZZAZIONE FEDERALE IN USA, LA LEGGE PASSA ALLA CAMERA

Dopo un’ora di dibattito sul Marijuana Opportunity, Reinvestment and Expungement (MORE) Act dal presidente della Camera Jerrold Nadler (D-NY) – e l’approvazione di due emendamenti e il rifiuto di un terzo – l’intera camera ha votato 220-204 per porre fine alla proibizione federale della cannabis e promuovere l’equità sociale nel settore.

Jerrold Nadler, democratico e presidente della Camera, ha aperto il dibattito sottolineando che il MORE Act è “una legislazione attesa da tempo che invertirebbe decenni di politiche federali fallite basate sulla criminalizzazione della marijuana” e puntualizzando che: “Per troppo tempo abbiamo trattato la marijuana come un problema di giustizia penale, invece che come una questione di scelta personale e di salute pubblica”.

La votazione ha in gran parte seguito le linee dei partiti di riferimento, con solo 3 politici repubblicani che hanno votato a favore (Matt Gaetz, Brian Mast e Tom McClintock) e 2 democratici che invece si sono opposti (Henry Cuellar e Chris Pappas).

LA CANNABIS FUORI DALLA TABELLA I

Nel frattempo ricordiamo che in Usa sono state proposte anche altre leggi che avrebbero il fine di legalizzare la cannabis a livello federale. Non solo, perché di recente due rappresentanti della Camera degli Stati Uniti: la repubblicana Nancy Mace, e la democratica Barbara Lee, hanno presentato nei giorni scorsi una risoluzione bipartisan per chiedere alle Nazioni Unite di eliminare la cannabis dalla Tabella I della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 e di equipararla ad altri prodotti agricoli.

“Molti paesi eliminerebbero a loro volta la cannabis da tali liste, rivalutando il modo in cui viene classificata, se le Nazioni Unite lo facessero. La cannabis ha dimostrato di essere efficace nel trattamento di numerose condizioni mediche come epilessia, disturbo da stress post-traumatico, sollievo dal dolore da cancro, nausea e malattie croniche e terminali. Togliendola dal trattato delle Nazioni Unite si sosterrebbe la ricerca globale su come la cannabis può curare un’ampia gamma di disturbi e condizioni”, ha affermato la deputata Nancy Mace in un comunicato.

TG DV


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