IMG1Apre di nuovo il Parlamento ed inizia di conseguenza un altro anno di pressioni sul mondo politico, perché si arrivi al più presto ad una regolamentazione della coltivazione domestica di cannabis che, dall’exploit della proliferazione di Grow shop a livello nazionale, alle stime approssimative sui presunti coltivatori in proprio, coinvolge centinaia di migliaia, se non addirittura milioni di cittadini italiani.

Come avevamo previsto al momento dell’abrogazione della Fini-Giovanardi, il terreno di scontro si è velocemente spostato dalla fase di lotta contro un proibizionismo di stampo ideologico e persecutorio, alla fase di ricerca di alleanze per l’ottenimento di una legge giusta a tutela dei consumatori in proprio ed in particolare delle coltivazioni domestiche.

E proprio in questa prospettiva ci siamo lasciati a metà estate con la conferenza stampa dell’intergruppo parlamentare, in cui il senatore Della Vedova illustrava percorso e finalità della proposta di legge sottoscritta da oltre 200 parlamentari.

Il governo e il Parlamento intero non potranno continuare a fare “orecchie da mercante” di fronte alla pressione che ultimamente è cresciuta su questa problematica, da parte non solo di un considerevole gruppo di politici, ma anche dalla Direzione Nazionale Antimafia, dal parere di autorevoli ricercatori, dalla magistratura e non ultimo dalla scelta di molti Stati europei ed americani, che sicuramente avranno molto da dire sul fallimento della “war on drug” e sulla nuova politica da adottare per l’uso e il consumo degli stupefacenti, nell’apposita sessione dell’ONU prevista per il prossimo anno.

Se poi non sarà in grado la politica a risolvere il problema in breve tempo, c’è da considerare anche il ricorso alla Corte Costituzionale accettato dalla Corte d’Appello di Brescia alcuni mesi or sono e presentato dai nostri avvocati Miglio e Simonetti in un processo per coltivazione illecita di poche piante. È un pronunciamento molto atteso e che forse ci lascerà con il fiato sospeso ancora per molti mesi, ma sarà interessante conoscere il parere della Consulta sulla liceità dell’auto-approvvigionamento tramite l’auto-coltivazione, nel rispetto delle libere scelte dell’individuo tutelate dalla nostra Costituzione!

Se solo due anni fa ci sembrava di vivere nel più bieco periodo oscurantista del Medio Evo, dove la “nuova santa inquisizione” di Giovanardi e Serpelloni mandava decine di migliaia di innocui consumatori in carcere e nelle comunità di recupero, oggi quanto meno si inizia a sentire nell’aria un profumo di “rinascimento”, grazie anche alla comparsa nella scena politica di una nuova sensibilità espressa soprattutto dal Movimento 5 Stelle e i cui parlamentari con i quali abbiamo fin da subito collaborato, sono oggi l’elemento più coerente e degno di fiducia attraverso il quale potrebbe essere vinta questa battaglia di civiltà.

Noi continueremo a supportare il loro impegno, come abbiamo sempre fatto nelle conferenze stampa, in audizione alla Commissione Giustizia e nella collaborazione concretizzatasi nella stesura di una buona proposta di legge sulla coltivazione ad uso personale e sulla detenzione del prodotto derivato, ma siamo anche consapevoli che quello che potevamo fare come associazione l’abbiamo fatto; ora con 218 parlamentari che hanno sottoscritto la proposta di legge, fatto storicamente inedito nella storia del Parlamento italiano, possiamo dire che tutto è affidato alla volontà politica della Camera e del Senato o al buon senso della Consulta.

Il livello di sensibilizzazione del mondo politico, mediatico e legale, che ci eravamo preposti come obiettivi al momento della costituzione di ASCIA, è stato quindi raggiunto con grande soddisfazione, ora inizia una terza fase, quella dell’organizzazione dei consumatori/coltivatori in proprio, che noi riteniamo molto importante per creare una rete fisica che possa essere un punto di riferimento per la diffusione nel territorio della cultura e della coltura della canapa e al tempo stesso iniziare a parlare di come gestire intelligentemente l’eventuale legalizzazione.

Nelle prossime settimane inaugureremo ufficialmente il primo Canapa Info Point a Roma per dar luogo a questa nuova fase di aggregazione e di sensibilizzazione, dopodiché lanceremo la campagna di tesseramento con l’apertura di sedi distaccate ovunque vi fosse la richiesta di soci che vogliono mettere a disposizione un po’ di tempo e di voglia per far tornare la canapa e i suoi estimatori nell’accettazione comune, come è sempre stato nella storia dell’uomo fino a pochi decenni fa!

Per informazioni: info@canapainfopoint.it

Giancarlo Cecconi – ASCIA





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