Con la bella stagione in pieno svolgimento mi è venuta una gran voglia di piantare qualche piantina di cannabis! Riflettendo sul metodo migliore per la germinazione ho pensato di fare un esperimento per capire quale fosse la luce migliore per questa prima fase. Ho messo a confronto una luce LED di Budmaster, modello God 9, e una luce CFL di Agrolite da 250 w. Ho utilizzato semi di varietà differenti per capire meglio come si comportano i vari strain sotto luci differenti.

OH CHE BELLO CAFFÈ!
La prima azione è stata quella di mettere i semini, divisi per varietà, in differenti tazzine da caffè con acqua osmotica a circa 18 gradi. In questo modo ho ammorbidito il seme facilitando l’apertura per il germoglio.

I JIFFY
Dopo circa 12 ore sono passato alla fase della germinazione. Per la geminazione ho utilizzato i jiffy dentro dei vassoi posizionati sotto le due luci. Ho quindi mantenuto la temperatura della stanza costante tra i 25 e i 28 gradi. I jiffy sono ottimi per germinare, hanno proprio quello che serve a una pianta nella fase in cui è più vulnerabile e sensibile alle aggressioni dall’esterno. Si possono considerare delle incubatrici e sono dei dischetti di torba pressata che, messi per qualche minuto nell’acqua (osmotica, con pH a 5.5 e con una temperatura di almeno 18 gradi) si allargano e diventano dei cilindri umidi dove mettere il seme in fase di germinazione. Una volta posizionati i jiffy nei vassoi e con i semi inseriti, si mettono i vassoi sotto le luci, dove rimarranno fino allo spuntare delle prime foglioline. Ho utilizzato per il LED una distanza di un 1.40 m e per il CFL una distanza di 1 m.

IL MOTIVO DELL’ESPERIMENTO
L’esperimento è nato riflettendo su un problema che si genera spesso nel momento della crescita delle foglioline. Per aspettare che nascano le foglie su tutte le piantine, a volte succede che quelle più veloci a germinare si allungano… strecciano. Questo è quello che succede utilizzando dei comuni LED a luce bianca o una luce usata per la fase vegetativa, evidentemente non adatte alla germinazione. Da qui è nata la mia voglia di sperimentare luci alternative, e visto che promuovo sempre le innovazioni tecnologiche ho pensato di provare i LED e le CFL mettendoli a confronto.

LED
Le luci LED sono la nuova frontiera dell’agricoltura indoor sostenibile. I LED di alta qualità (cioè tutti quelli con componenti originali e certificati) rendono l’ambiente più pulito e sicuro per chi lavora con questo tipo di luci ed il suo lavoro molto più semplice dal momento che, se utilizzati correttamente, regalano piante dagli internodi vicini tra loro e con cime compatte anche sui rami secondari. Hanno una vita di circa 100.000 ore e il loro consumo è di 430w. Anche con i LED si nota un netto risparmio della bolletta della luce e meno calore nella stanza.

CFL
Le luci fluorescenti compatte (in inglese Compact Fluorescent Light) sono state pensate per le piante indoor. Hanno un rendimento di 70-75 lumen per watt e dispongono di un ballast interno che rende più facile il montaggio. Hanno un basso consumo e una vita di circa 8000 ore. Ciò che ha reso le CFL tra i prodotti più ricercati del mercato è il notevole risparmio nella bolletta della luce, ma soprattutto poiché generano poco calore, aumentando così la sicurezza delle coltivazioni casalinghe, dove molto spesso è proprio il calore delle luci a provocare incidenti sul percorso.

RISULTATO
Dalle foto è evidente quale sia la luce più idonea alla germinazione. Si può notare infatti come la luce a LED conferisca un risultato più soddisfacente e omogeneo.

Dopo 12 ore

Dopo 72 ore

CASE STUDY: SOTTO STRESS CHE SUCCEDE?
Le piantine appena nate subiscono uno stress? Per capire bene ho immaginato di non poter trapiantare in tempo le piantine. Cosa succede se le lascio più del tempo dovuto sotto la luce? Come si comportano i semi germogliati?
Sempre dalle foto è facile intuire quale luce riesca a contrastare meglio lo stress “di tempo” da me creato. Anche in questo caso è sempre la luce LED a mantenere le piantine uniformi in attesa di essere trapiantate in vaso.

CONCLUSIONI
Stare al passo con le innovazioni tecnologiche non è semplice. Ogni giorno nasce un nuovo prodotto, una nuova luce, una nuova tecnologia pensata per migliorare la qualità e il rendimento delle proprie piante. A volte sperimentare è impossibile, specialmente per chi non può permettersi di sbagliare. Per questo motivo con i miei esperimenti cerco di soddisfare i dubbi e le perplessità di tutti quelli ancora scettici o perplessi sulle tecnologie, in questo caso sulle luci a basso consumo. Buona estate a tutti e alla prossima!

a cura di Dank Weediams

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