immagine di repertorio

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Nove piante di marijuana, coltivate in giardino, e utilizzate a scopo terapeutico per lenire i dolori causati dalla chemioterapia. Ma non è bastata la ricetta medica che prescriveva l’uso di cannabis all’uomo, di 64 anni di età, per evitare la denuncia per coltivazione di sostanze stupefacenti.

Il fatto si è verificato a Cutrofiano, in provincia di Lecce, dove due finanzieri (almeno secondo le agenzie) avrebbero notato le piante dalla strada, durante un pattugliamento della zona.

L’uomo è stato denunciato ed ora dovrà sottoporsi al processo. Nonostante soffra di cancro dal 2009 ed abbia mostrato ai finanzieri tutta la documentazione atta a dimostrare la malattia e la ricetta del medico che gli prescriveva l’utilizzo di farmaci cannabinoidi.

Certo, la prescrizione del medico secondo la legge non permette di coltivare la cannabis, ma di acquistarla in farmacia. Ma si tratta di un diritto che ancora non è raggiungibile per tanti malati, sia perché la cannabis legale arriva importata dall’Olanda e non è reperibile in tutta Italia, sia perché è venduta a prezzi proibitivi, anche oltre i 30 euro al grammo.

Per questo tanti malati continuano a autoprodursi la propria cura. Perché un diritto rischia di non essere più tale quando necessita di una disponibilità di 2/3 mila euro al mese per essere accessibile. Mentre con l’autoproduzione possono bastare pochi euro.





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