In questa estate che inizia, vale la pena trattare un argomento sulla cannabis medica in Italia, come lettura leggera e curiosa: le forme farmaceutiche con cui le farmacie dispensano la cannabis.

Premesso che tutta la cannabis medica farmaceutica che arriva nelle farmacie italiane è infiorescenza essiccata, le forme farmaceutiche ad oggi prescritte dai medici sono:

Cartine o Bustine: al di là del nome, cartine non si riferisce alle celebri “rollate” di marijuana, ma si tratta di bustine (chiuse a mano, autosigillanti, termosaldate, ecc…) contenenti il fiore grezzo, pronto per essere assunto in tisana, vaporizzato, ecc…

Capsule apribili per tisana: sono capsule che contengono infiorescenza grezza di cannabis micronizzata, cioè ridotta in polvere finissima (le particelle hanno dimensione inferiore al millimetro) permettendo un’estrazione e decarbossilazione maggiore rispetto al fiore intero. Vanno aperte e sciolte in acqua per tisana.

Capsule orali decarbossilate: come sopra, contengono infiorescenza di cannabis micronizzata precedentemente decarbossilata, in aggiunta ad un olio (solitamente olio di cocco). In questo modo si possono ingoiare in qualsiasi momento, comodamente con un bicchiere di acqua.

Cannabis Olive Oil: il più celebre farmaco a base di cannabis, un estratto ottenuto dal fiore di cannabis. Sostanzialmente cannabis liquida: già decarbossilata, pratica, veloce, da assumere in gocce o millilitri.

Tinture: come sopra, un estratto, ma in alcool, glicole propilenico o glicerina.

Resine: conosciute ai più anche come RSO o FECO, sono concentrati di cannabis per ridurre la quantità di farmaco che il paziente deve assumere per somministrare grandi quantità di cannabinoidi (es. 50ml di olio di cannabis corrispondono a circa 1 ml di resina).

Gel o Crema: in alcune affezioni (es. artrite reumatoide), è sufficiente applicare la cannabis sulla cute per avere effetti terapeutici significativi. Perché quindi assumerla oralmente avendo effetti sistemici, quando può essere applicata localmente?

Collirio: similmente a sopra, permette un’azione locale per ridurre la pressione in caso di glaucoma. Perché vaporizzare cannabis o “farsi una canna” per ridurre la pressione, quando puoi farlo direttamente senza effetti sistemici?

Ovuli/Supposte: v. sopra, ma per vie diverse…

Pillole al cacao: dal nome particolare, è un modo farmaceutico per descrivere i cioccolatini alla cannabis. Rigorosamente titolati in THC e/o CBD, permettono una pratica e gradevole assunzione, specie in pazienti giovani o difficoltà di gusto.

Ecco allora, non ci sono scuse sul “non riesco ad assumere la terapia”: basta parlarne con il medico e il farmacista.





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