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Nonostante lo Sri Lanka sia oggi un Paese praticamente pacifico, tra il 1970 e il 2009 e negli anni ’90 in particolare, ha conosciuto un periodo di guerra civile molto intenso con atti di violenza efferati. I protagonisti coinvolti in questa vicenda furono da un lato l’esercito regolare dello Sri Lanka e dall’altro il cosiddetto esercito delle Tigri Tamil.

Fondato alla fine degli anni ’60 il gruppo delle “Tigri per la liberazione della patria Tamil”, questo il nome corretto, è un’organizzazione politica di matrice comunista-nazionalista che ha combattuto per la secessione e la creazione di uno stato Tamil sul territorio dello Sri Lanka. I Tamil sono una popolazione originaria del sud dell’India (di cui esiste uno stato omonimo) e che a seguito di migrazioni si stanziarono anche nello Sri Lanka (2500 a.C. circa) dove già esisteva un’altra popolazione di etnia differente, quella cingalese. I Tamil si fermarono nel nord dell’isola mentre i cingalesi rimasero nella parte a sud. Da sempre i rapporti tra le due etnie vengono descritti come conflittuali: mentre i Tamil sono induisti, i cingalesi per la maggior parte sono buddisti. Ma è solo con l’indipendenza del ‘48 che le cose precipitano. Preso de facto il potere sull’isola, i cingalesi misero alla porta i Tamil lasciandoli fuori dal governo e operando un’egemonia politica, economica e culturale per oltre vent’anni. Nel frattempo il malcontento tra la popolazione Tamil aumentava e nascevano movimenti per la resistenza e la secessione del Tamil Ealam, ovvero la parte costiera del nord dell’isola.

Lentamente le Tigri Tamil, fondate da Velupillai Prabhakaran, presero il controllo sulle altre organizzazioni e si dotarono di un esercito preparato alla guerriglia. Negli anni ‘80 e ‘90 le Tigri compirono numerosi attacchi alle postazioni militari regolari ottenendo alcune incredibili vittorie, tra cui quella dove razziarono l’aeroporto militare. Le Tigri sono anche l’unico gruppo ad aver ucciso due leader mondiali: il primo ministro Indiano Rajiv Gandhi (sostenitore e poi detrattore della causa Tamil) e il presidente cingalese Ranasinghe Premadasa. Negli anni 2000 l’attività delle Tigri diminuì anche grazie alla mediazione di Paesi europei che cercarono di porre fine al massacro che avveniva sull’isola, ma è solo con lo tsunami del 2004 che l’organizzazione entra davvero in crisi. Colpita e tagliata fuori da molte della città chiave del nord del Paese, le Tigri dovettero accettare l’arrivo dell’esercito regolare per riaprire le strade e riportare la situazione sotto controllo. Infine l’ultimo capitolo avviene nel 2008 quando, con una mossa a sorpresa, l’esercito regolare dello Sri Lanka lancia una campagna su vasta scala per catturare e smantellare definitivamente l’organizzazione. L’operazione che dura circa un anno porta alla morte di quasi 20mila tra civili e militanti delle Tigri e il governo dello Sri Lanka viene criticato duramente. Durante l’attacco morì anche il fondatore delle Tigri Tamil, l’imprendibile Prabhakaran: cala così il sipario su una delle più feroci e meno conosciute guerre civili degli ultimi trent’anni.





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