Cannabusiness

Le sfide del Cannabusiness nel 2021

Le sfide del Cannabusiness nel 2021

A livello globale sembra che le dinamiche dell’industria della cannabis cambino ogni giorno, con fusioni e acquisizioni, il lancio di nuove aziende e l’emergere di quelle più vecchie.

Con il continuo miglioramento delle leggi sulla cannabis, l’industria non può che crescere. Infatti, si prevede che la sola industria della cannabis statunitense raggiungerà un valore di mercato di 30 miliardi di dollari all’anno entro il 2025.

USA
Non si può negare che gli ultimi anni abbiano visto grandi passi avanti nella legalizzazione della cannabis e nella crescita di una nuova industria. Nel 2020, la cannabis legale ha aperto nuove strade con nuove legalizzazioni in diversi Stati. Ma il grande momento che si sta affacciando negli Usa, e che cambierebbe per sempre l’approccio della guerra alla droga nato qui sotto la presidenza Nixon e poi esportato in tutto l’Occidente, è la possibilità che in questo 2021 si concretizzi la legalizzazione federale.

Fino ad oggi, infatti, gli Stati nazionali hanno implementato le proprie legislazioni, ma a livello federale la cannabis rimane illegale. Oltre a un problema formale, alla difficoltà di spostarsi da uno stato all’altro e mille altri problemi sorti in questi anni, il più importante resta quello economico. Con la situazione attuale infatti, per le aziende è difficile gestire l’economia delle proprie attività ed è quasi impossibile ottenere dei prestiti dalle banche, che farebbero decollare definitivamente il settore. Insomma: sarebbe l’ultimo tassello che manca per sistemare i problemi a livello normativo e di credito economico per aziende e banche. E il cambiamento è già in atto perché il Marijuana Opportunity, Reinvestment, and Expungement (MORE) Act, che rimuove la marijuana dal Controlled Substances Act federale, è già stato approvato alla Camera. E ora la palla passerà al Senato. Detto questo l’anno in corso porterà probabilmente dei cambiamenti significativi, dato che sempre più aziende dei settori del tabacco e dell’alcol, ad esempio, cercano di entrare nel settore per non perdere ulteriori quote di mercato.

Europa
L’Europa dal canto suo guarda, in una posizione sicuramente più arretrata, a cosa sta succedendo oltreoceano. Il grande cambiamento che c’è stato nell’ultimo periodo riguarda un’acquisizione storica, la più grande che sia mai avvenuta nel settore cannabico. Parliamo dell’acquisizione da parte della multinazionale farmaceutica Jazz Pharmaceuticals Plc di GW Pharmaceuticals Plc, produttore dei primi farmaci derivati dalla pianta di cannabis ad essere approvati negli USA ed Europa, per 7.2 miliardi di dollari in contanti e azioni.

L’accordo può dare ulteriore legittimità a un segmento crescente di aziende di cannabis che si concentrano su prodotti di grado farmaceutico. Tali approcci sono molto più sicuri in termini di rischio normativo e permettono alle aziende di accedere ai mercati europei. L’operazione fa seguito a quella che ha visto in dicembre la fusione tra Tilray Inc. e Aphria Inc., entrambe canadesi, con un accordo valutato in circa 3.8 miliardi di dollari. Nel vecchio continente le maggiori novità riguardano proprio il settore medicale.

L’Irlanda ha dato il via al proprio programma dedicato alla cannabis ad uso medico grazie anche a 4 miliardi di euro di fondi che sono stati messi a disposizione della sanità pubblica e che permetteranno ai pazienti di ricevere il farmaco gratuitamente. L’uso di prodotti con licenza nell’ambito del Medicinal Cannabis Access Programme in Irlanda può essere applicato quando i trattamenti convenzionali non hanno successo e i tipi di condizioni che potrebbero beneficiare di un tale approccio includono la spasticità associata alla sclerosi multipla, la nausea e il vomito intrattabili associati alla chemioterapia, e l’epilessia grave e resistente al trattamento.

Ma questo è l’anno in cui anche in Francia sta partendo una sperimentazione pilota che prevede la dispensazione gratuita di cannabis per 3mila pazienti. È la decisione del governo che ha pubblicato un decreto che stabilisce come normare questo programma pilota che avrà la durata di 2 anni a partire dalla prima prescrizione, prevista per marzo 2021.

In Inghilterra, invece, a fine 2020 è stata introdotta la Cancard, una carta che mira a proteggere dall’arresto coloro che usano cannabis illegale autoprodotta per scopi medici. È stata ideata dalla paziente di cannabis medica Carly Barton e da un team di alti poliziotti, e più di 15mila persone hanno già aderito provvisoriamente. Ogni paziente che ha una condizione di salute per la quale potrebbe ricevere una prescrizione privata di cannabis medica, ma non è necessariamente in grado di permettersela, sarà eleggibile per la carta, e le forze di polizia di tutto il paese riceveranno un pacchetto informativo dal National Police Chiefs Council.

Italia
Da noi le principali novità riguardano il settore medico e quello industriale. Nel primo, mentre continuiamo a sottolineare la difficile situazione che vivono i pazienti, tra carenza di cannabis, pochi medici che la prescrivono e poche farmacie che la dispensano, per cercare di arginare il problema sono stati raddoppiati i fondi per lo Stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze, grazie a un emendamento firmato da Riccardo Magi. In particolare i fondi presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze arriveranno a 3,6 milioni di euro l’anno, mentre il fondo per l’acquisto di cannabis terapeutica dall’estero a circa 700mila euro. Speriamo che sia l’occasione per innalzare la produzione presso lo stabilimento, anche se ormai sarebbe giunta l’ora di dare altre autorizzazioni alla coltivazione, per ridurre la dipendenza dalla cannabis prodotta all’estero.

Dall’altra parte a febbraio abbiamo assistito alla partenza del tavolo di filiera per la canapa industriale presso il MIPAAF. Il nodo cruciale resta la cannabis light e la definizione dell’uso umano. La speranza è che l’argomento possa essere affrontato nel merito e che si possa arrivare a una soluzione condivisa da tutti gli attori coinvolti, dopo i timori espressi da produttori e aziende agricole per il fatto che al tavolo sia presente anche un rappresentante dell’agenzia delle dogane e dei monopoli. Il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe L’Abbate ha sottolineato che ci sono 10 milioni di euro da investire nel settore, inseriti nella legge di bilancio: speriamo possano essere la base anche per la creazione di nuovi centri di trasformazione per implementare tutte le filiere di prodotti derivati dalla canapa, a partire dalle bioplastiche, che si possono inserire perfettamente nel Green New Deal europeo.





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