Sostituire al più presto la plastica è un obiettivo a livello globale e mentre nel mondo si moltiplicano le iniziative per bandire quella usa e getta, una designer cilena, Margherita Talep, ha trovato il modo di sostituire gli imballaggi di plastica con un materiale eco-compatibile a base di agar agar, gelificante vegetale ottenuto da alcuni generi di alga rossa, già usato anche per creare bottiglie di acqua eco-friendly e commestibili.

Questo prototipo di bioplastica, in grado di biodegradarsi in modo del tutto autonomo nell’arco di due mesi a temperature estive e di tre mesi a quelle invernali, può essere utilizzato per chiudere le confezioni di pasta e biscotti. Inoltre, non vengono usate colle di alcun tipo ma esclusivamente calore, il che rende questo materiale ancora più “green”.

Tuttavia anche le bioplastiche hanno un prezzo sul piano ambientale: coltivare le piante o i batteri per produrre plastica richiede suolo fertile e acqua fresca. Per questo un team di scienziati dell’Università di Tel Aviv sta lavorando a un progetto che produce “plastica” da microrganismi marini che riciclano completamente i rifiuti organici.

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