cocaina sniffare consumoPrima di decidere di assumere una sostanza è sempre bene cercare di conoscere i metodi con cui viene tagliata ed impararne i possibili effetti collaterali. Tanto più se si tratta di una droga pericolosa come la cocaina. Questo è il principio base della strategia della “riduzione del danno” (del quale abbiamo parlato in modo più approfondito in questo articolo, sulla morte del ragazzo al Cocoricò dopo l’assunzione di mdma), e più in generale di ogni comportamento consapevole.

La cocaina è sempre tagliata con altre sostanze. Le sostanze da taglio utilizzate possono essere suddivise in due tipi: quelle non psicoattive, che vengono utilizzate solo per aumentarne il peso (per esempio il lattosio, la cellulosa, ecc.) e quelle psicoattive, utilizzate perché rafforzano o imitano l’effetto della coca ma costano molto meno e quindi aumentano i margini di guadagno dei narcotrafficanti.

In Svizzera esiste un’associazione che si chiama Radix, finanziata anche con fondi pubblici, che si occupa di monitorare costantemente le sostanze presenti sul mercato, il loro grado di purezza, tipologia e rischi delle sostanze da taglio; pubblicando tutte le analisi in rete (sul sito danno.ch) allo scopo di informare cittadini ed operatori sociali. Quelle che seguono sono le sostanze da taglio maggiormente riscontrate nelle analisi chimiche della coca in commercio.

Nel 23,5% dei casi nella cocaina analizzata sono presenti da tre a cinque prodotti da taglio psicoattivi, nel 18,2% due prodotti da taglio, mentre nel 49,6% delle analisi viene riscontrato un unico prodotto da taglio presente (solitamente il levamisolo).

1. IL LEVAMISOLO

Il levamisolo è stato originariamente usato contro la filaria (antelmintico) ed è oggi usato in una vasta gamma di altre applicazioni mediche. Gli effetti collaterali più frequenti sono vomito e diarrea, ma può anche provocare reazioni allergiche (come difficoltà respiratorie, irritazioni cutanee), disturbi del sistema nervoso (svenimento fino alla perdita di conoscenza) o problemi nella formazione del sangue. A livello psichico, sono stati riscontrati blackout, forte affaticamento e difficoltà d’espressione verbale. Un consumo regolare indebolisce il sistema immunitario provocando una maggiore vulnerabilità alle malattie e alle infezioni.

Nel 2014, il 75.3% dei campioni di cocaina (+4.6%), contenevano in media il 13.8% di levamisolo (+3.3% rispetto al 2013).

2. LA FENACETINA

La fenacetina è un derivato dell’amminofenolo usato come antidolorifico e per abbassare la febbre. A causa dei suoi effetti cancerogeni e dei danni ai reni se combinato con altri analgesici, questo medicamento non è più in commercio dal 1986. La fenacetina può anche avere effetti stimolanti e provocare euforia, per questo è usata per il taglio della cocaina.

Nel 2014, il 22.7% dei campioni analizzati (-6.2%) contenevano in media il 18.8% di fenacetina (percentuale stabile).

3. GLI ANESTETICI LOCALI

Gli anestetici locali sono usati per il taglio della cocaina per il loro effetti inebrianti e anestetici (test sulla lingua, gengive). Nei campioni di cocaina analizzati sono state rilevate lidocaina, benzocaina, procaina e tetracaina. Possono manifestarsi effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale (per esempio, irrequietezza, convulsioni, coma) nonché reazioni allergiche, aritmie cardiache e ipertensione. La cocaina tagliata con gli anestetici locali è particolarmente problematica se iniettata per via intravenosa, perché può causare una paralisi del sistema nervoso centrale, rallentare o bloccare la circolazione sanguigna tra atri e ventricoli nel cuore. Forme gravi di questa patologia, anche nota come AV-block, possono causare un rallentamento del battito cardiaco (bradicardia, bradiaritmia). In casi estremi, può insorgere un arresto completo delle camere che, in caso di mancata somministrazione di farmaci e senza un massaggio cardiaco, possono portare alla morte.

Nel 2014, gli anestetici locali sono stati analizzati nel 13.6% dei campioni di cocaina (-14.3%).

4. LA CAFFEINA

La caffeina sveglia, accelera il battito cardiaco e aumenta temporaneamente l’efficienza. In dosi elevate, da 300 mg (circa 8 tazze di caffè), produce euforia. La caffeina sottrae fluidi al corpo (disidratazione). A dosi elevate, possono manifestarsi diversi effetti collaterali quali: sudorazione, palpitazioni cardiache, urgenza urinaria, disturbi del ritmo cardiaco, disturbi della percezione, tremori, nervosismo e disturbi del sonno. L’uso regolare e prolungato comporta il rischio di sviluppare una dipendenza con sintomi fisici.

Nel 2014, il 13.6% dei campioni di cocaina analizzati (percentuale costante), conteneva in media il 11.6% di caffeina (+1.6%).

5. L’IDROSSIZINA

L’idrossizina è un antistaminico utilizzato anche per il trattamento di ansia, disturbi del sonno e varie malattie della pelle. La combinazione con l’alcol ne aumenta gli effetti ma anche gli effetti collaterali. In caso di aritmie cardiache, malattie del sangue, malattie della prostata, malattie epatiche gravi, disfunzioni renali così come i pazienti trattati con MAO inibitori (Aurorix), dovrebbero rinunciare al consumo d’idrossizina. Gli effetti collaterali del consumo d’idrossizina possono essere nausea, affaticamento, febbre, vertigini, mal di testa, insonnia, movimenti involontari, disorientamento, allucinazioni, aumento della sudorazione, abbassamento della pressione sanguigna e battito cardiaco accelerato.

Nel 2014, il 2.0% dei campioni di cocaina analizzati (-10.4%) conteneva in media il 2.0% di idrossizina (-1.7%).

6. IL DILTIAZEM

Il diltiazem appartiene al gruppo degli antagonisti del calcio ed è usato per trattare la pressione alta o altre malattie cardiovascolari che provocano, per esempio, il restringimento delle arterie coronarie e che comportano un insufficiente apporto di ossigeno al muscolo cardiaco (“indurimento delle arterie”, malattie coronariche, angina perctoris). Il diltiazem riduce il bisogno di ossigeno del muscolo cardiaco influenzando i processi metabolici che consumano energia e riducendo le resistenze periferiche (riduzione della tensione muscolare cardiaca). Questa influenza sulla muscolatura ha effetto antipertensivo evidente. L’assunzione di diltiazem provoca effetti collaterali quali perdita di appetito, vertigini, mal di testa, sensazione di debolezza, rallentamento del battito cardiaco, disturbi del ritmo cardiaco. Si possono inoltre verificare reazioni allergiche come arrossamento, prurito o eruzioni cutanee, nausea, gonfiore dei tessuti o sonnolenza. In caso di un’insufficienza cardiaca, di rallentamento del battito cardiaco, di bassa pressione sanguigna, il consumo di ditliazem è sconsigliato. Il diltiazem è probabilmente aggiunto alla cocaina per ridurre l’aumento della pressione sanguigna indotto dalla cocaina. In ragione delle sue proprietà ipotensive, in caso di consumo eccessivo (quantità), il ditliazem riduce gli effetti collaterali facendo però aumentare i rischi di sovradosaggio.

Nel 2014, 0.9% dei campioni di cocaina analizzati conteneva diltiazem (-1.9%).





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