Per la buona riuscita di una coltivazione di cannabis outdoor è importante tenere a mente quello che andrò a elencare.

1. Scegliete un microclima ideale o adoperatevi per crearlo. Gli elementi fondamentali sono: luce, calore, acqua, terreno, nutrimenti e tempo. Se uno di questi è insufficiente o limitato, limita la possibilità di usufruire pienamente anche di tutti gli altri.

2. Aggiungete ammendanti e fertilizzanti freschi al terreno. Chi ha preparato il terreno a fine autunno, scavando in profondità e incorporando abbondante materiale organico fertilizzante ha sicuramente fatto il miglior lavoro gettando le basi per un buon raccolto. Chi è stato fortunato e abile la scorsa stagione e ha realizzato un raccolto soddisfacente e in sicurezza può riutilizzare lo stesso terreno dell’anno precedente.

3. Fate crescere le piantine in vasi singoli almeno per le prime tre settimane. Potrete trapiantarle quando avranno raggiunto il quarto – quinto internodo e il fusto avrà un diametro di almeno mezzo centimetro.

4. Più la buca (o il vaso) è grande, più la pianta può crescere. Regolatevi di conseguenza, ricordando che ogni singola pianta necessita comunque di almeno cinque litri di terreno ben fertile al mese.

5. La crescita in dimensioni della pianta dipende anche dalla durata della fase di sviluppo vegetativo, che può andare da un minimo di uno a sei e più mesi.

6. In tempi di proibizionismo bisogna tenere presente che le piante potrebbero diventare troppo grandi o maturare troppo tardi rispetto alla vegetazione circostante, rendendosi così esposte alla vista di chi non dovrebbe sapere della loro esistenza. Se le piante sono in piena terra sarà molto più difficile poterle riparare, se in vaso, la grandezza del vaso limiterà le dimensioni della pianta, e  sarà di facile trasporto in caso di problemi.

7. L’esposizione delle piante (preferibilmente a sud) è di massima importanza per lo sfruttamento della luce. L’intensità di luce aumenta con l’altitudine, con un angolo di riflessione del terreno il più possibile perpendicolare rispetto ai raggi del sole.

8. Regolate il calore con l’uso di pacciamature diverse, raccolto di giorno e liberato di notte da pietre o acqua.

9. Preparate più microclimi per la coltivazione, con diverse caratteristiche, così che se dovesse andar male da una parte, dovrebbe andar bene da un’altra.

10. Per motivi di sicurezza e per discrezione, è meglio che la coltivazione sia il più possibile difficile da raggiungere, il più difficile da notare anche da vicino, non si devono sentir rumori provenire dalle prossimità delle piante, e l’odore delle infiorescenze non deve arrivare ad essere un segnale di attività.





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