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Il nord Europa è da sempre luogo di buoni esempi di sostenibilità ambientale e di un’economia orientata al sociale, e proprio per questo è considerato uno dei luoghi più vivibili del nostro continente.

Ad Oslo, capitale della Norvegia, sulla scia della sostenibilità ambientale e dello sviluppo sostenibile per sopperire al rischio di estinzione di circa 200 specie di api selvatiche autoctone, è stata creata la prima autostrada delle api. Il progetto è stato inaugurato l’anno scorso e sta prendendo forma grazie al gruppo ambientalista ByBi che lo ha ideato. Scuole, aziende e singoli cittadini sono chiamati a partecipare tramite la creazione di un habitat che attiri le api e ne favorisca lo sviluppo e di conseguenza l’impollinazione. Ad esempio tramite la coltivazione di fiori che attirano le api e la creazione di tetti verdi, a circa 250 metri di distanza l’uno dall’altro con la funzione principale di “sosta di ristorazione” per gli insetti impollinatori così da favorirne la prolificazione e l’impollinazione.

Il gruppo ambientalista che porta avanti il progetto ha persino creato un sito, www.pollinatorpassasjen.no, con la mappa di Oslo dove è possibile individuare le aree grigie della città, ossia quelle zone che non attirano le api perché per lunghi tratti non è disponibile alcuna fonte di cibo, e rimediare con le creazioni di punti di “sosta di ristorazione”. Tramite il sito web di riferimento è possibile consultare anche le rotte che le api prediligono per muoversi e segnalare dove si pianteranno i fiori. 
Un’idea brillante e innovativa che può essere replicata in maniera similare anche in altre zone e che si sta diffondendo ovunque, anche in Italia. Infatti lo scorso maggio proprio in Umbria, esattamente a Panicale (PG), è stata inaugurata la prima autostrada delle api. L’obiettivo principale è sempre quello di sensibilizzare le persone sulle buone pratiche e sull’importanza degli insetti nell’ecosistema, tutelando ovviamente la biodiversità sempre più compromessa. Il progetto è in fase iniziale ma pare sia prevista la creazione di un’applicazione o di un sito web che aiuti i singoli a sostenere la causa.

È fondamentale sapere che le api sono responsabili di almeno il 35% della produzione agricola mondiale grazie all’impollinazione e quindi fondamentali per preservare gli ecosistemi e la vegetazione autoctona.

Una delle cause principali dell’emergenza api è soprattutto l’utilizzo di molti pesticidi nocivi nelle colture e di conseguenza la distruzione di habitat naturali di cui la natura ha bisogno. Senza le api viene meno la biodiversità e tutto quello che ne consegue, insomma un mondo senza api è un mondo senza futuro.





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