Una mappa interattiva realizzata dal network indipendente EDJNet (European Data Journalism Network) mostra gli effetti del riscaldamento globale in Europa negli ultimi 5 decenni, raccogliendo dati sulle variazioni climatiche in oltre 100.000 comuni in 35 paesi diversi.
La mappa interattiva, reperibile su questo sito offre un confronto tra le temperature medie del continente europeo nel 1960 e quelle registrate nel lasso di tempo 2009-2018, e permette agli utenti di accedere a brevi report sull’aumento di temperatura del proprio comune, ricostruendo l’andamento degli effetti del riscaldamento globale dal 1960 ad oggi, dipingendo un quadro preoccupante. I dati, raccolti da Copernicus, un’iniziativa sviluppata nel 2001 dall’Agenzia Spaziale Europea e la Commissione Europea, e dallo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF), mostrano infatti come siano diversi i comuni a registrare un aumento superiore ai 2 gradi centigradi in 50 anni, con diverse municipalità italiane in cima alla lista.

Secondo EDJNet, in Italia, 14 regioni su 20 sarebbero state interessate da aumenti della temperatura superiori ai 2 gradi centigradi, con la Provincia Autonoma di Bolzano, il Lazio, la Lombardia, il Friuli-Venezia-Giulia e il Molise che segnano i valori più alti. Gli effetti del riscaldamento globale hanno colpito in modo particolarmente duro le città più grandi, caratterizzate da un’alta densità di popolazione.  A Milano, secondo comune italiano per densità dopo Napoli, i dati mostrano un aumento medio pari a 3.3 gradi centigradi, registrando i valori più alti nel 2018, dove la temperatura ha superato di 3.93C quella del 1960. A Roma, la situazione è ancora più critica. La capitale segna un aumento medio pari a 3.7 gradi celsius, segnando il proprio picco nel 2018 un picco di 4.2C, valore superato solo da Curon Venosta, in provincia di Bolzano, che nel 2015 avrebbe raggiunto + 4.4C rispetto al 1960.

Nel resto d’Europa la situazione non è più incoraggiante. Secondo la mappa, sarebbero gli stati dell’Est ad aver subito le maggiori ripercussioni. In Ungheria, tutte le 8 municipalità hanno subito un aumento delle temperature superiore ai 2.3 gradi centigradi, registrando i valori più alti a Budapest, con +4 gradi Celsius negli ultimi 50 anni. I valori sono preoccupanti anche a Praga (+2.78C), Varsavia (+3.1C), Bruxelles (+2.9C), Londra (+2.8C) e Madrid (+2.5C), città particolarmente popolose e ad alta densità.

La mappa realizzata da EDJNet riporta dei dati preoccupanti. Fattori come la crescente densità di popolazione negli agglomerati urbani di grandi dimensioni e l’utilizzo di grandi quantità di terreno, per lo sviluppo di allevamento e agricoltura intensivi, svolgono un ruolo innegabile nell’aumento delle temperature a livello globale, fenomeno che viene però spesso associato esclusivamente allo scioglimento dei ghiacciai o alla deforestazione in Amazzonia. La realtà è ben diversa. Gli effetti del surriscaldamento globale stanno gradualmente colpendo anche l’Europa, con effetti, di anno in anno, sempre più disastrosi. Il dilagare degli incendi in Turchia, Grecia e Italia e le alluvioni che hanno colpito il Nord Europa non sono fenomeni isolati, e non dovrebbero essere interpretati come tali, e il tempo per agire stringe sempre di più, mentre gradualmente sembra delinearsi una situazione ormai irreversibile.

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