Non rientra tra i 20 punti del nuovo governo, ma tutte le forze che lo compongono si sono dette a più riprese favorevoli alla legalizzazione della cannabis. 

Ed ecco che i Radicali non perdono tempo e rinnovano l’appello su un tema che è loro caro fin dai tempi di Pannella: la legalizzazione. 

Lo fanno dalla loro pagina Facebook scrivendo che: “Ora che il governo Conte bis è finalmente nato chiediamo al Presidente del Consiglio, a tutti i ministri e ai parlamentari di non lasciarsi sfuggire questa incredibile occasione!”. E sottolineando come: “Soltanto con la legalizzazione della cannabis potremo liberare il sistema giudiziario, colpire duramente le mafie e portare tanti soldi nelle casse dello Stato”.

Ecco perché chiedono a chiunque sia a favore di firmare l’appello lanciato a inizio del 2019, in cui ricordavano la legge di iniziativa popolare per la quale sono state raccolte oltre 68mila firme consegnate alla Camera dei deputati l’11 novembre del 2016. 

E non è l’unica legge attualmente depositata in Parlamento, ce ne sono altre 7: 3 da parte dei 5 stelle (una che porta la firma di Mantero e due di Ciampolillo), 3 del PD (Tommaso Cerno al Senato, Enza Bruno Bossio e Nadia Ginetti alla Camera) e una anche da parte di LEU, che è entrato nel governo e con Roberto Speranza ha avuto il ministero della Salute. 

Nei giorni scorsi era stato l’esponente del M5S Alberto Airola a cercare di inserire nella discussione col PD proprio la legalizzazione, con un messaggio sui social: “In queste ore di tensione nella discussione tra M5S e PD sul programma, inserirei un punto da realizzare subito che potrebbe giovare alla distensione del dibattito e ad un approccio più cordiale tra le parti: la legalizzazione della Cannabis”.

Dal canto nostro non possiamo che sottolineare il fatto che sia veramente un’occasione unica, alla quale non si può rinunciare e che arriva dopo uno dei periodi più bui nei confronti di questa pianta da diversi anni a questa parte. Se fino a poco tempo fa il M5S spiegava di non poter insistere più di tanto per nonn irritare l’alleato di governo e perché non ci sarebbero stati i voti sufficienti, oggi, parafrasando il titolo del libro del leggendario Jeck Herer, il re è nudo, le scuse sono finite e ci aspettiamo dei passi concreti. 





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