Fare un viaggio di 9mila chilometri dall’Italia alla Norvegia è un’avventura indimenticabile. Farlo in camper può migliorare sensibilmente l’esperienza vista la possibilità di fermarsi dove più si preferisce, senza obblighi e senza remore, da soli in armonia con il mondo. Farlo invece con una Panda-camper realizzata con le proprie mani è probabilmente il viaggio più romantico che una coppia di Torino, di cui la macchina è simbolo, possa concepire.

Parliamo di Silvia, Luca e della loro Panda Frank (anzi del loro Panda Frank, è maschio!) che hanno dato vita al progetto Discovery Roads. “Abbiamo deciso insieme di fare un viaggio e siccome ci piace farlo in libertà assoluta sapevamo che il modo migliore sarebbe stato quello di avere un nostro mezzo. Ci piaceva l’idea di spostarci con un mezzo piccolo, col quale potessimo andare dappertutto, ma senza rinunciare alle comodità di un camper e quindi abbiamo pensato di camperizzare un’auto e la sfida è stata quella di riuscire a farlo con una delle auto più piccole che ci siano, oltre che un simbolo come la Panda, soprattutto per noi che siamo di Torino. Quindi nasce tutto da questa sfida e soprattutto dalla domanda: perché no?”.

Ed è proprio così che inizia l’avventura. “Abbiamo preso una Panda del 2001 4×4 per non doverci fermare davanti  a boschi, sterrati, dune e spiagge. La nostra fortuna è stata che Luca se ne intende perché è un meccanico di motociclette, quindi abbiamo fatto da noi anche la parte meccanica; io non avevo mai usato nemmeno un cacciavite e quindi sono stata il suo manovale. E’ stato bello perché, nonostante le difficoltà, è una cosa che abbiamo fatto insieme”.

Hanno prima sistemato la meccanica, per poi passare alla preparazione off-road con una bull bar, un rialzo delle sospensioni, faretti, griglie fari e altro; infine l’allestimento camper: tutto fatto su misura e composto da un portapacchi ed una cassa tetto in alluminio, oltre alla struttura all’interno di Frank in legno e alluminio con cassetti, sportelli e supporti per fornelletto e lavandino. “La cosa più difficile è stata far sì che le soluzioni che noi avevamo in mente funzionassero per la Panda: ad esempio il lavandino è una vaschetta metallica per il gelato che abbiamo modificato noi. Poi il gas con la bombola, la tanica dell’acqua sul tetto da 25 litri con tanica di raccolta per gli scarichi per non inquinare in giro, ed il doccino”. L’acqua arriva per caduta e Silvia ci ha garantito che per una doccia era più che sufficiente.

Dai vari scomparti sono stati ricavati una piccola dispensa, un vano per pentole e vettovaglie e due cassetti, uno per ciascuno, che fanno da armadio. “E’ stato un tour de force perché abbiamo fatto tutto, coibentazione ed aggiunta di una batteria in più compresi, in due mesi esatti non lavorandoci a tempo pieno ma sfruttando tutto il tempo libero a disposizione. In totale, compreso il mezzo e la voltura, abbiamo speso circa 5mila euro”.

Silvia ha rubato tutto il tempo possibile al proprio lavoro da fisioterapista mentre Luca, che ha interrotto gli studi di ingegneria ma lavora come meccanico in Superbike, ha messo a frutto le sue conoscenze dando le istruzioni necessarie.

Il primo viaggio con la Panda camper l’hanno fatto a luglio: 22 giorni in cui hanno percorso 9mila chilometri, con la leggera preoccupazione che, avendo fatto tutto da soli, Frank potesse lasciarli a piedi. In realtà nelle 5 nazioni attraversate con 680 litri di benzina e sui 16 traghetti presi per gli spostamenti Frank non hai mai dato il minimo segno di cedimento.

“E’ stato spettacolare perché l’abbiamo preso come un viaggio per noi, con i nostri tempi, fermandoci dove ci piaceva. Prima di partire non avevamo guardando niente, senza decidere nulla a parte che saremmo andati in Norvegia. Durante il viaggio abbiamo deciso di non andare a Capo Nord, come fanno tutti, ma di fermarci alle isole Lofoten che ci sono piaciute molto. Il motivo è che non era tanto la destinazione ad interessarci, quanto il goderci il viaggio e stare bene noi, insieme a Frank”.

Al loro ritorno i due ragazzi hanno creato una pagina Facebook, Dicovery Roads, che sta avendo un discreto successo. “Abbiamo scoperto che ci sono un sacco di appassionati di Panda che fanno raduni e sono interessati a Frank. In molti hanno iniziato a chiederci consigli sui propri allestimenti mentre noi stiamo procedendo con diverse migliorie: abbiamo messo un paracolpi su misura e abbiamo in mente di aggiungere un frigorifero ed una stufa per poter affrontare il freddo. Il frigo dovrebbe essere posizionato sul tetto in una cassa costruita apposta per lo scopo, mentre la stufa bisognerà valutare se metterla a gas e sfruttare la stessa bombola o usarne un’altra”.

Come prossima destinazione le opzioni variano dal deserto al grande freddo: “Stiamo decidendo la prossima meta: non manca molto al prossimo viaggio perché abbiamo già voglia di ripartire”.  Con l’idea di poter trasformare questa pazza avventura in un nuovo lavoro, mollando quelli vecchi per girare il mondo con Frank, la mitica Panda camper che sgomma inseguendo un sogno diventato realtà.





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