Si alza la linea rossa del termometro e purtroppo, oltre agli eventi che più amiamo, si presentano anche quelli che maggiormente ci dovrebbero mortificare. L’abbandono estivo degli animali domestici è uno di questi. Si pensi solo che in questo periodo viene registrato un aumento del 30% degli abbandoni totali dei propri animali da compagnia.

Un’altra percentuale che spaventa è quella fissata sul 80%, ovvero il rischio che questi meravigliosi esseri possano morire a causa dell’abbandono: incidenti, inedia e possibili maltrattamenti sono fra le cause più frequenti. I dati, nonostante gli evidenti progressi in tema di sensibilizzazione tipici del nostro paese, sono ancora insostenibili. Secondo la LAV ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 50.000 animali da compagnia. Eppure ad oggi non è solo un agire insostenibile ma addirittura un reato. La pena può arrivare sino ad un anno di reclusione o 10.000 euro di multa.

Perché, nonostante il tanto conclamato sviluppo, alcune persone ancora cadono in questi comportamenti? Chi abbandona un animale è mosso da cause di diversa natura: a volte l’incapacità di prendersene cura è accompagnata da quella di non riuscire a pensare ad un’alternativa efficace. Molto spesso però, ci ricordano diversi psicologi, l’origine di questo male è rintracciabile in vere e proprie problematiche di natura affettiva. In generale, da profondo amante delle creature con cui viviamo, penso che il gesto sia legato all’impossibilità del soggetto di provare emozioni empatiche, capaci cioè di farlo immedesimare nel dolore che la creatura proverà nel venire abbandonata. Un fenomeno riconducibile alla nostra incapacità di aver appreso appieno il valore della vita o, ahimè, alla crudeltà ancora tipica in alcuni luoghi e in determinate persone.

La domanda che sorge spontanea è: cosa possiamo fare in tal senso? Anzitutto pensare dieci, cento, mille volte prima di decidere di condividere la nostra vita con un animale domestico, analizzando al meglio le responsabilità che dovremo prenderci. Per quanto riguarda l’estate, le possibilità di programmare vacanze pet-friendly sono sempre di più, lo sforzo richiesto è solo quello di fare un po’ di ricerca. Esistono altresì pensioni estive, per chi non potesse o non volesse portarli con sé, sempre meglio strutturate e sensibili alle esigenze dei nostri amici a quattro zampe.

Se dovessimo invece imbatterci in un animale abbandonato quello che dobbiamo fare e creare la situazione giusta e solo dopo provare ad aiutarli. Cercare di capire se l’animale è della zona può essere un’altra buona idea. Anche la sterilizzazione, che non può esser considerata contro natura in quanto essa non è più riconducibile agli animali domestici e al loro stile di vita, rimane non solo ricca di benefici per i nostri piccoli amici e importante per il randagismo, ma proprio utile a evitare di aver più animali di quelli verso i quali si può donare il proprio amore.

Parafrasando Tristan Bernard potrei dire che ci sono due cose che mi hanno sempre sorpreso: «l’intelligenza degli animali e la bestialità di alcuni uomini».





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