Un bimbo di 14 mesi investito e che ha dovuto subire l’amputazione della gamba, uno schianto con una ragazza di 18 anni morta e altri 3 feriti, e un incidente che ha coinvolto 11 persone ferendone 6. Tre incidenti automobilistici, accaduti nel giro di due giorni, che hanno sconvolto la vita di diverse famiglie e hanno tutti un elemento in comune: chi era al volante era ubriaco o comunque alla guida dopo aver bevuto oltre i limiti stabiliti dalla legge.

Una mattanza quotidiana, alla quale ormai assistiamo senza scomporci più di tanto, mentre in televisione, anche durante le fasce protette, aziende milionarie sponsorizzano i propri prodotti alcolici, con il consiglio, ipocrita e paradossale, di bere “responsabilmente”.

In Italia oggi l’alcol è la principale causa di morte tra i giovani negli incidenti stradali. Il 9,7% degli incidenti (oltre 2900) e il 4,5% delle vittime (57 persone) nel 2017 secondo le rilevazioni dei Carabinieri, è stato causato dalla guida sotto influenza dell’alcol. A diffondere la notizia era stata Silvia Bruzzone dell’Istat, che ha presentato l’anno scorso i dati relativi al 2017 nella sede dell’Istituto Superiore di sanità a Roma.

Numeri che fanno spavento, e che diventano ancora peggiori se si considerano gli effetti dell’alcool sulla salute. Nel 2016 più di 3 milioni di persone sono morte a causa del consumo di alcol nel mondo, come è stato rivelato da un report presentato nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia, secondo la ricerca presentata alla fine dell’anno scorso da Eurispes Empam è emerso un dato preoccupante: il bollettino dei decessi causati dall’assunzione di alcool sale a 435mila in dieci anni: l’abuso di bevande alcoliche ha causato incidenti stradali, sul lavoro e domestici che hanno spesso avuto conseguenze letali, oltre alle note patologie causate dalla sostanza. Tradotto: sono 10 anni che in Italia muoiono più di 40mila, ripetiamo, 40mila persone l’anno, numero che equivale agli abitanti di una piccola città, per conseguenze dirette o indirette dovute agli alcolici.

Si sarà quindi scatenata una battaglia politica per combattere la diffusione di questa sostanza altamente dannosa ma anche profittevole per le industrie che la producono? Sarà stata creata una campagna informativa per tutelare i giovani che secondo l’assessore del Veneto Donazzan dovrebbero sostenere un test antidroga obbligatorio? Assolutamente no. Per il ministero dell’Interno la priorità rimane togliere la minima quantità prevista dalla legge sugli stupefacenti per ingolfare di nuovo le carceri di semplici consumatori. Oppure mandare i cani antidroga nelle scuole spendendo 2,5 milioni di euro.





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