L’Africa è ufficialmente libera dalla poliomielite, la malattia virale e infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale e che negli ultimi 25 anni ha provocato migliaia di casi di paralisi e deformazioni tra i bambini del continente.

Secondo l’Africa Regional Certification Commission (Arcc) – l’organismo indipendente a cui l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha affidato nel 1998 il compito di supervisionare e verificare i lavori di eradicazione della malattia nei diversi Paesi africani – adesso più del 95 per cento della popolazione del continente è stata vaccinata.

Un risultato che non sarebbe stato possibile senza il lavoro di Jonas Salk, che nel 1952 sviluppò il vaccino, e di Albert Sabin, che nel 1961 diede l’avvio ai programmi di immunizzazione di massa nel mondo con il vaccino orale contro la polio.

L’altra data importante è il 1996, quando i capi di Stato africani si impegnarono a eradicare questo virus: in quel momento ogni anno circa 75.000 bambini africani rimanevano paralizzati a causa di questa malattia. La spinta arrivò da Nelson Mandela che, con il supporto del Rotary International, lanciò la campagna Kick Polio Out of Africa (Calcia fuori dall’Africa la polio). Uno sforzo che ha portato ad avere l’ultimo caso di polio rilevato in Nigeria nel 2016.

L’Oms ha precisato che è soltanto la seconda volta che un virus viene eradicato dall’Africa, dopo il vaiolo quarant’anni fa.

Nel mondo restano due i Paesi dove la malattia non è stata ancora debellata: Pakistan e Afghanistan.





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