Contro-informazione

La sporca partita per la moneta globale che si sta giocando sotto i nostri occhi

La sporca partita per la moneta globale che si sta giocando sotto i nostri occhiTrump ha detto: l’azienda Huawei sta depredando informazioni sul pubblico americano, quindi gli faccio una guerra commerciale. Google si scatena contro il governo degli Stati Uniti perché gli consenta di continuare a fare affari (d’oro) con Huawei. La domanda sembrerebbe: chi comanda davvero? Il governo votato dai cittadini americani, o le aziende che permettono a quegli stessi cittadini di trovare, ogni giorno, ogni risposta su praticamente tutto?

Indubbiamente capire se comandino le aziende o gli organi elettivi è importante, ma qui il tema decisivo è la nuova moneta, di cui si parla abbastanza ma di cui ancora non si è messo a fuoco il trionfo globale: le informazioni.

Ve lo spiego nel modo più semplice possibile: è stato internet, sono stati i social network. Prima le informazioni toccava cercarle in giro nel mondo, sguinzagliare investigatori privati, esperti nella ricerca di informazioni, fossero esse personali, commerciali, politiche, economiche. E raccogliere tutte queste informazioni costava. Costava tantissimo: soldi, tempo, energie, risorse umane, competenze. Da quando c’è la rete, ma soprattutto da quando è diventata lo standard comunicativo di massa, le informazioni vengono raccolte ogni secondo a tonnellate dai gestori dei servizi su internet. Compagnie telefoniche, motori di ricerca, social network, raccolgono miliardi di informazioni su chiunque, privati e società, enti e La sporca partita per la moneta globale che si sta giocando sotto i nostri occhigruppi, ovunque nel mondo. Informazioni che poi servono per attuare operazioni di mercato, per avviare produzioni, per piazzare prodotti, per vincere elezioni, per preparare guerre, per far cadere governi, per attuare pressioni in modo efficace su chiunque, ovunque, per qualsiasi motivo.

Ovviamente queste informazioni devono venire raccolte, ordinate, indicizzate, rese utilizzabili in modo specifico per poter valere qualcosa. Il tempo del far west in cui un gestore web sussurrava: «seimila email a due centesimi l’una» a uno spammatore di email di vendita sono superati. Ora si parla di dati ordinati e ordinabili, classificati in ordine geografico, anagrafico, di genere (ma questo non si può più dire), di interessi specifici. Quel che si compera e si vende sono seimila indirizzi di patiti di abbigliamento motociclistico, o votanti di una data regione dimostratisi sensibili ai diritti degli immigrati, o altri seimila invece spaventati dall’immigrazione. È sapere la percentuale di persone che accetterebbe di subire una violazione dei propri diritti se spaventata con una epidemia del tutto immaginaria, in questo o in quello Stato, per decidere che Stato eleggere “capofila” di questa propaganda di terrore immaginario.

I soldi contano sempre meno, la nuova, vera moneta globale sono le informazioni. E i nuovi banchieri, i nuovi acquirenti e i nuovi venditori, operano tutti online, esattamente come i nuovi criminali. Che, poi, come già nel vecchio mondo analogico, banchieri e criminali, sono le stesse persone.

Questo potere enorme permette oggi a Google di minacciare Trump: il presidente può fare le leggi, ma Google deciderà se qualcuno lo venga a sapere.

La sporca partita per la moneta globale che si sta giocando sotto i nostri occhi

TG DV


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