In Spagna la Camera dei deputati ha approvato in prima lettura un disegno di legge che rende legale l’eutanasia per le persone che soffrono di malattie incurabili. Il testo è passato con un’ampia maggioranza: 198 voti favorevoli, 138 contrari e due astensioni. A votare contro sono stati la destra e l’estrema destra.

La legge, promossa dal Partito Socialista (PSOE), passerà poi all’esame del Senato, dove il governo ha la maggioranza assoluta. Una volta approvata, si prevede che entrerà ufficialmente in vigore tre mesi dopo essere stata pubblicata (presumibilmente ad aprile) sulla gazzetta ufficiale, scrive El Mundo. La Spagna sarà quindi uno dei sei paesi al mondo ad aver introdotto l’eutanasia.

Erano 25 anni che in Spagna si dibatteva di una normativa sull’eutanasia. Il primo caso mediatico risale a metà degli anni ’90. Ramón Sampedro, un pescatore galiziano, era rimasto paralizzato e intrappolato al letto per tutta la vita a causa di un incidente. Non potendo utilizzare le mani, scriveva poesie usando la bocca e aveva intrapreso una battaglia chiedendo di poter morire. Secondo El Pais, è stato in quel momento che è stato rotto il tabù del fine vita in Spagna. Il caso è finito alla Corte Suprema – che ha rigettato la sua richiesta – ed è diventato anche un film. Sampedro è morto nel 1998 per avvelenamento da cianuro di potassio. Dopo qualche tempo, una sua amica fu arrestata con l’accusa di averlo aiutato a suicidarsi, ma venne poi rilasciata per insufficienza di prove. La donna ha ammesso molti anni dopo di aver procurato a Sampedro il veleno e una cannuccia, e di essere rimasta con lui fino alla morte.

Secondo il disegno di legge, l’eutanasia potrà essere ottenuta in strutture pubbliche, private convenzionate e a domicilio. La richiesta potrà essere revocata in qualsiasi momento, e va autorizzata dopo le verifiche di almeno due medici diversi e di un’apposita commissione.

Nella legge è prevista anche la possibilità di obiezione di coscienza per i medici.

Fonte: Valigiablu





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