In Russia, paese notoriamente molto severo nei confronti del consumo di cannabis, si inizia finalmente a intravedere qualche apertura nei confronti di questa pianta.

Pochi giorni fa infatti, il Ministero della Salute della Federazione ha comunicato la sua intenzione di aumentare l’importazione cannabis e derivati per fini scientifici e di ricerca. Nella proposta, che sarà oggetto di discussione pubblica fino al prossimo 8 febbraio, si parla di quantità modeste: circa 1100 grammi di infiorescenze, 300 di resina e 50 di olio.

L’obiettivo dichiarato è quello di studiare i rischi insiti in queste sostanze e la loro capacità di causare dipendenza. Un punto di vista che non dovrebbe sorprendere, visto che si tratta di un paese in cui l’uso terapeutico della pianta non è permesso e che aveva già espresso la sua contrarietà alla legalizzazione canadese dello scorso ottobre. Ricordiamo tutti le recenti dichiarazioni di Putin: «Le droghe destano grande preoccupazione, sono un modo per degradare la Nazione». Slogan a parte, il fatto che anche in Russia si parli di cannabis significa che il fenomeno è davvero globale.

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