La giunta regionale del Lazio ha approvato un ordine del giorno finalizzato a introdurre la produzione di cannabis terapeutica nel territorio regionale. L’Odg è stato proposto dai Radicali e ha trovato l’appoggio della maggioranza guidata dal governatore Nicola Zingaretti.

Il proponente dell’iniziativa, Alessandro Capriccioli (capogruppo della lista radicale +Europa), ha spiegato in un comunicato che l’obiettivo della proposta è quello di «venire incontro alle esigenze delle migliaia di malati che hanno bisogno di farmaci cannabinoidi, e attualmente non riescono ad avere accesso alle cure».

«Da quando in 16 regioni italiane, tra cui la nostra, l’utilizzo dei farmaci a base di cannabis è diventato rimborsabile – aggiunge – le richieste dei malati affetti da patologie spesso importantissime, e le relative prescrizioni da parte dei medici, sono aumentate in modo esponenziale. A oggi, però, solo lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze produce cannabis terapeutica in Italia, non riuscendo a rispondere alle esigenze dei malati».

L’ordine del giorno approvato prevede anche strumenti che dovrebbero permettere di migliorare la condizione dei malati della regione Lazio. Si annuncia infatti la pubblicazione annuale dei dati relativi al numero di pazienti in cura e alle quantità di farmaci consumati in relazione al numero dei medici prescrittori, misura che servirà a stimare e prevedere il reale fabbisogno di cannabis sul territorio.

Il Lazio segue quindi le orme della Lombardia, che nelle scorse settimane ha approvato una proposta analoga, che si spingeva addirittura ad individuare le aree dove allestire le coltivazioni regionali di cannabis. Ora ovviamente la palla passa al governo italiano. Senza un permesso da parte del Ministero della Salute, infatti, le regioni non potranno dare un seguito concreto agli Odg approvati, che rischiano quindi di rimanere lettera morta.





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