E’ proprio il caso di dirlo: chi fa la spia, non è figlio di Maria, soprattutto se la maria è quella canadese, fresca di legalizzazione.

Il 17 ottobre è stato il grande giorno in cui il Canada è diventato il primo paese del G7 a legalizzare completamente la cannabis, con un cambiamento di una portata che per ora possiamo solo immaginare. E anche la comunicazione ha avuto la sua importanza, sia nello spiegare ai cittadini come comportarsi, sia per le forze di polizia, che hanno ricevuto e dato, spesso con ironia, consigli sulle nuove norme.

Particolare successo è stato riscosso da un tweet dei giorni scorsi in cui la polizia di Toronto spiegava: “Se vi siete persi e avete bisogno di indicazioni non chiamate il 911 (il numero per le emergenze, ndr), stessa cosa se vedete un adulto fumare un joint“.

“La cannabis è legale dal 17 ottobre”, prosegue il tweet, “e il consumo è permesso in qualsiasi posto in cui si possono fumare sigarette, eccetto per i veicoli a motore: non chiamate la polizia per questo”.

Così è nata una campagna di sensibilizzazione per informare le persone che non devono più denunciare i loro vicini per l’uso o la coltivazione di marijuana. I tweet hanno esortato le persone a non chiamare più la polizia per “un adulto che fuma un joint”, per “le piante coltivate dal tuo vicino” o ” per l’odore d’erba proveniente dalle case vicine”.

Se a noi, vittima di un ritorno oscurantista che vede il ministro Fontana come alfiere di un nuovo proibizionismo, ancora più miope e superficiale di quello a cui eravamo stati abituati, possono far amaramente sorridere, in realtà questi messaggi mostrano il cambiamento epocale che la legalizzazione canadese sta portando nel mondo.

La cannabis è illegale in Canada da generazioni. Un divieto che a livello culturale ha modellato le opinioni delle persone nel profondo, fino a consentire ai vicini di farsi la spia a vicenda sull’uso di cannabis. Oggi politici, funzionari e forze dell’ordine devono lavorare con gli strumenti a loro disposizione per cambiare non solo le leggi, ma anche le norme sociali, le regole sul lavoro ed i comportamenti dei cittadini più in generale.

Mercoledì sono stati aperti oltre 100 negozi di marijuana legali in Canada, riforniti da circa 120 coltivatori autorizzati. Si prevede che altri centinaia di negozi apriranno negli anni a venire.

Noi non possiamo che ammirare ciò che sta accadendo oltreoceano, iniziando ad anticipare il cambiamento anche qui: possiamo già smettere oggi di fare le spie, e ricominciare a considerare la cannabis come una pianta dalle mille risorse, perché un cambiamento inarrestabile è in atto in tutto il mondo, e prima o poi busserà alle porte anche del nostro bigotto paese.





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