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Si chiama Nanticoke Generating Station e si trova sul lato canadese del Lago Erie, al confine fra USA e Canada, nella città di Port Dover. Dopo un anno di lavoro ha cambiato missione. Da centrale a carbone è rinata come centrale di 44 megawatt di energia solare con 192,431 pannelli solari sparsi su 100 ettari di terra.

Il progetto è stato appena completato dalla ditta PCL Construction, per conto della Ontario Power Generation, il gestore elettrico dell’Ontario, nel Canada. Altri fondi sono arrivati dalla Six Nations of the Grand River Development Corporation e dal Mississauga Credit First Nation, enti e banche con lo scopo di promuovere e migliorare la qualità di vita dei cittadini del Canada.

Un anno fa l’avvio ai lavori: sorgevano qui canne fumarie di 200 metri di altezza che sono state demolite e poi sostituite da pannelli solari. L’ultimo pezzo di carbone è stato bruciato cinque anni fa, il 31 Dicembre 2013.

Al tempo del suo maggior splendore, la Nanticoke Generating Station era la più grande centrale a carbone di tutto il Nord America e forniva il 15% di tutta l’elettricità dello stato canadese dell’Ontario, con circa 4 GigaWatt di energia.

È stata in funzione per 40 anni, dal 1973 al 2013, l’anno della sua fine. La maggior parte dell’infrastruttura carbonifera è stata demolita, ma sono rimasti altri edifici per il completamento dei lavori. I pannelli, intanto, sono già tutti in azione.

L’ente Ontario Power Generation ha così smesso di usare carbone, portando alla diminuzione di anidride carbonica equivalente a sette milioni di autovetture sulle strade in meno. Il cemento della demolizione è stato invece usato per creare strade di accesso lungo il sito.

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