Il governo del Nepal ci aveva già provato nel 2014 senza successo, ma ripulire “il tetto del mondo” dai rifiuti lasciati dagli scalatori che anno dopo anno hanno sostato sull’Everest è un’azione non più rimandabile. Per questo, nonostante il governo cinese abbia limitato i permessi per scalare la vetta dal versante nord per limitare l’affollamento e dunque i rifiuti, a tutti coloro che da questa primavera si apprestano alla salita verrà richiesto di partecipare all’impresa straordinaria.

Parliamo di 1200 persone previste solo in questa stagione oltre a squadre organizzate appositamente per la missione di pulizia. Sono loro che inizieranno a riportare al campo base le bombole vuote di ossigeno, tende, scale, lattine, involucri, detriti vari e attrezzature abbandonate in quota e accumulatisi nel tempo, un bottino di rifiuti che man mano che i ghiacci si sciolgono finisce per aumentare di volume portando in superficie ciò che la neve aveva finora coperto.

Si tratta di tonnellate e tonnellate di rifiuti che devono essere rimosse; l’operazione di ripulitura avrà inizio il 25 aprile quando una squadra di 14 membri sarà  inviata al campo base dell’Everest con l’obiettivo di portare via 11 tonnellate di spazzatura.

Un’iniziativa che non possiamo non appoggiare in pieno e che sosteniamo in ogni luogo del pianeta.





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