“Ciao, siamo la Cube Entertainment, Prima di tutto vorremmo scusarci per i problemi causati dal nostro artista, Jung Ilhoon, che con le sue azione ha rotto la fiducia di molti fan e causato la loro delusione. Ora sta riflettendo profondamente, mentre noi abbiamo preso sul serio la questione e, dopo un’attenta discussione, abbiamo deciso che non farà più parte dei BtoB”. La Cube Entertainment è la casa discografica che ha creato e gestisce i BtoB, ovvero la boyband di culto tra i giovani asiatici, e Jung Ilhoon è, anzi era, il loro leader e cantante di punta. Cosa ha combinato di tanto grave per rompere la fiducia dei fan ed essere estromesso dalla band? Semplice, fuma marijuana.

Un comportamento ritenuto intollerabilmente diseducativo verso i giovani fan. Abituati ad essere inebetiti da testi e video che inneggiano all’arrivismo e al consumismo più sfrenato, ma messi a rischio dalle terribili condotte del giovane Jung Ilhoon.

La questione è diventata argomento di copertina in Corea del Sud, patria dei BtoB, band di pop per ragazzini che dalla fondazione, avvenuta nel 2012, ha collezionato asian awards e collocato nove singoli nella top ten coreana. Il ventiseienne Jung Ilhoon era il frontman di questi sette ragazzi a cui pare aver rovinato l’immagine acqua e sapone che li rendeva così popolari tra mamme e bambine.

Lo scandalo era scoppiato prima di natale, quando era stato accusato di uso abituale di cannabis. Con tanto di conferme da parte della polizia che ha confermato che i test del capello confermavano un uso abituale da almeno 4 o 5 anni e che Ilhoon acquistava l’erba pagando in criptovaluta nel tentativo di non essere rintracciato.

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