Contro-informazione

La moria delle api è il nuovo allarme ecologico mondiale

moria apiI primi segni della crisi del settore apiario mondiale risalgono alla metà degli anni ‘80. Ma solo negli ultimi tempi, con l’aggravarsi del fenomeno, i governi hanno adottato alcuni provvedimenti. Secondo la rivista Science, dal 1980 le api della Gran Bretagna sono diminuite del 52%, quelle dei Paesi Bassi addirittura del 67%. Negli Stati Uniti, solo questo inverno, sono morti 500mila alveari su un totale di 2.5 milioni. E l’Italia non è esente dal fenomeno, come è tornata a denunciare l’associazione degli apicoltori Unaapi.

SECONDO GLI APICOLTORI LA CAUSA E’ NELL’ABUSO DI PESTICIDI. Le cause di questo fenomeno ormai talmente vasto da essersi meritato un termine di definizione specifico, cioè Sindrome dello spopolamento degli alveari, sono ancora in fase di studio. Tuttavia gli apicoltori non hanno dubbi: la colpa è dei pesticidi sistemici ad azione neurotossica (i cosiddetti pesticidi neonicotinoidi). Utilizzati fin dagli anni ‘80, questi pesticidi vengono assorbiti dalla pianta e trasferiti nella linfa da cui, poi, si distribuiscono a foglie, fiori, fusto e radici. Questi pesticidi attaccano il sistema nervoso centrale delle api attraverso nettare e polline delle piante trattate, nonché attraverso la polvere rilasciata durante le operazioni di semina. A non ammettere che questa sia la causa ed a finanziare ricerche che provano a trovare altre cause sono naturalmente le grande industri produttrici di pesticidi, che temono di vedersi sfuggire il loro business.

la videodenuncia pubblicata da un apicoltore

A RISCHIO LA PRODUZIONE DI CIBO IN TUTTO IL MONDO. Il fenomeno della moria delle api è una minaccia anche per l’ecosistema globale del pianeta Terra. Circa il 35% della produzione di cibo a livello planetario dipende dal servizio di impollinazione naturale offerto da questi insetti. Delle cento colture da cui dipende il 90% della produzione mondiale di cibo, 71 dipendono dal lavoro di impollinazione delle api. In Europa sono 4mila le diverse colture che crescono grazie alle api. E se la moria delle api non sarà presto fermata si stima che oltre 20mila tipi di fiori scompariranno in poche decine di anni. Si tratta insomma di una sindrome che rischia di compromettere il complesso sistema di equilibri ecologici su cui si basa il nostro pianeta, e sul quale serve un intervento deciso a livello politico mondiale. Intervento che per fortuna anche i grandi della terra iniziano a preparare, anche viste le gravi conseguenze che questa crisi potrebbe avere sulle economie di molti paesi, a partire da Stati Uniti ed Europa.

TG DV


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