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Nel precedente numero di Dolce Vita (n°41 – Luglio/Agosto 2012) vi ho raccontato dell’approvazione in Toscana della prima legge regionale in grado di facilitare l’accesso concreto dei malati ai farmaci derivati dalla cannabis. Altre 8 regioni hanno presentato una proposta di legge uguale. A meno di due mesi di distanza anche in Liguria, il 26 luglio scorso, la III Commissione consiliare della Regione, ha approvato all’unanimità la proposta di legge sull’uso dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi a fini terapeutici, proposta l’anno scorso da Sel e Fds, e l’emendamento migliorativo portato dai consiglieri Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà), Alessandro Benzi e Giacomo Conti (Federazione della Sinistra), Stefano Quaini (presidente della commissione Sanità) e Nicolo Scailfa (Italia dei Valori). La proposta dovrà essere discussa definitivamente nel mese di agosto in Consiglio regionale.

Stefano Quaini dichiara: “Si tratta di un notevole passo in avanti per la nostra Regione”.
Matteo Rossi aggiunge: “Con questa legge si daranno importanti risposte sia dal punto di vista della salute dei malati, perché la cura è all’avanguardia, sia dal punto di vista economico perché riduciamo le spese ai pazienti”.

L’emendamento migliorativo prevede che i farmaci a base di cannabis possano essere prescritti da medici di medicina generale previa prescrizione di specialisti in oncologia, anestesia, rianimazione, neurologia e medici in attività di centri e servizi di cure palliative, restando a carico del servizio sanitario regionale.

“La legge, grazie a questo emendamento – dice Rossi – sarà molto più funzionale e accessibile a tutti i possibili fruitori di tali farmaci”.

“E’ stato condotto un ciclo di audizioni esaustivo e molto utile che ha dato la possibilità ai commissari di essere edotti al meglio sulla materia, peraltro molto complessa e non priva di tecnicismi. – aggiunge Quaini – La Liguria sarebbe la seconda regione italiana, dopo la Toscana, a dotarsi di una legge ad hoc su un tema così spinoso e spesso trattato in maniera superficiale e pregiudiziale, mentre i consiglieri della nostra Regione hanno dimostrato una notevole maturità e l’interesse fattivo nel voler offrire risposte concrete a malati sofferenti di patologie croniche molto insidiose”.

Facendo riferimento alla legge n.38/2010, che disciplina le cure palliative e la cura del dolore in Italia, Quaini ha proposto alcuni emendamenti che sono stati recepiti e che danno la possibilità di prescrizione ai medici specialisti di anestesia e rianimazione, oncologia e neurologia, oltre ai medici operanti nei centri e servizi di cure palliative, tenendo fermo il principio secondo cui l’approvvigionamento del farmaco in questione debba effettuarsi presso lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, mentre ad oggi l’unica possibilità era quella di fare riferimento a livello sovranazionale.

“La strada è senz’altro ancora lunga e tortuosa, ma un passo fondamentale è stato compiuto e, da medico terapista del dolore, esprimo viva soddisfazione per un risultato così importante” conclude Quaini.

Rimane solo il dilemma del perché la cannabis deve essere prescritta da medici di medicina generale “previa” prescrizione di specialisti in oncologia, anestesia, rianimazione, neurologia e medici in attività di centri e servizi di cure palliative, mentre oppiacei e psicofarmaci (molto più pericolosi) possono essere prescritti da medici generici senza autorizzazione di specialisti?!





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