La Francia è il primo paese europeo a vietare i cinque pesticidi che uccidono le api, non solo all’aperto ma anche nelle serre. Le api sono considerate uno dei “termometri” della salute dell’ecosistema: è noto, infatti, come questo insetto sia un importante indicatore dello stato di salute dell’ambiente e la sua scomparsa un segnale inquietante a livello globale.

«È possibile che in un futuro non molto lontano – ha dichiarato Dave Goulson, professore della University of Sussex avremo invasioni di insetti quali mosche o scarafaggi, che stanno via via sviluppando una resistenza ai pesticidi, ma perderemo le api, le farfalle e gli scarabei che sono fondamentali per l’ecosistema».

A differenza del resto d’Europa dove dal 19 dicembre scorso sono vietati, consentendone l’utilizzo alle sole serre, tre dei pesticidi neonicotinoidi usati dagli agricoltori – parliamo dell’imidacloprid e il clothianidin della tedesca Bayer e il tiamethoxam della svizzera Syngenta – la Francia mette al bando anche il thiacloprid (Bayer) e l’acetamiprid della francese Sanofi, tutte sostanze insetticide più tossiche per gli invertebrati, come gli insetti, che non per mammiferi o uccelli.

La notizia è stata accolta positivamente dagli apicoltori e dagli ambientalisti, meno dai coltivatori nonostante un rapporto dell’agenzia francese per la salute pubblica ANSES abbia dichiarato che ci sono alternative «sufficientemente efficaci e operative».

Scontente, ovviamente, anche le multinazionali. Ce ne faremo una ragione.





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