Il tema tiene banco da diversi anni in Francia, ma ancora non si è visto nessun passo avanti concreto verso la riforma di una delle leggi più repressive di tutte Europa per quanto riguarda la cannabis, che oltralpe vede il semplice consumo ancora considerato come un reato penale. Ma nelle prossime settimane la svolta potrebbe finalmente arrivare.

AMMENDA FORFETTARIA O SEMPLICE CONTRAVVENZIONE? Oggi il Parlamento francese si occuperà di dibattere il rapporto parlamentare sul tema, che suggerisce al governo di modificare la normativa sul consumo scegliendo tra due possibili opzioni. La prima prevede che la condanna sia commutata in una multa: l’agente provvederà comunque al fermo ed alla denuncia del consumatore, il quale dovrà pagare una sanzione e in caso non volesse (o non potesse) pagare si troverebbe comunque alle prese con gli ufficiali giudiziari. La seconda proposta prevede invece una vera depenalizzazione del consumo, che non verrebbe più trattato come reato penale ma solo amministrativo, quindi una semplice multa.

NIENTE PIÙ CARCERE PER LA CANNABIS. La notizia, come abbiamo detto, è meno rivoluzionaria di quanto si potrebbe pensare e semplicemente porterà anche la Francia in linea con la gran parte delle nazioni europee (Italia inclusa) dove il consumo di cannabis non è considerato punibile con il carcere. L’attuale legge francese, approvata nel lontano 1970, è infatti una delle più repressive di tutta Europa: l’uso o il possesso di droghe è un reato penale e la legge non distingue tra il possesso personale e spaccio, né tra droghe leggere e pesanti. Per il semplice possesso di cannabis (come di ogni altra droga illegale) si rischiano pene detentive fino a un anno di carcere e multe fino a 3750 euro. Secondo l’annuncio del governo con la nuova legge i fumatori non rischieranno più il carcere, ma continueranno ad essere multati.

UNA MISURA CHIESTA DALLE FORZE DI POLIZIA. Su circa 140.000 fermi, ogni anno per uso di stupefacenti, solo 3.098 condanne all’incarcerazione sono state decise nel 2015 (ultimi dati disponibili), 1.283 dei quali senza domiciliari. Un apparato repressivo enorme, che ogni anno – secondo le stime – impegna le forze dell’ordine per 1,2 milioni di ore complessive, impegnate a sanzionare i consumatori di cannabis anziché a perseguire veri reati. Per questo gli stessi sindacati di polizia, pur contrari a una depenalizzazione completa, si sono dichiarati a favore della proposta di commutare la pena in una sanzione pecuniaria.





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