L’Agenzia francese per l’alimentazione e la salute (ANSES) ha annunciato il ritiro della licenza commerciale per 76 prodotti a base di epoxiconazolo. Si tratta di uno dei più diffusi fungicida chimico utilizzato in ambito agricolo, in particolare in colture come i cereali o la barbietola da zucchero, per combattere le principali malattie fungine delle colture.

La decisione dell’ANSES arriva a seguito delle nuove normative comunitarie in materia di limitazione dei cosiddetti interferenti endocrini, quelle molecole i cui effetti possono essere dannosi per il sistema ormonale umano e causare patologie gravi come il cancro.

L’epoxiconazolo è una sostanza sospetta cancerogena e si presume che sia tossica per la riproduzione umana. Tuttavia è ancora autorizzata in Europa e utilizzata nei preparati per uso fitosanitario.
In Francia circa il 50% dei cereali e il 70% della barbabietola da zucchero sono stati trattati fino ad oggi con prodotti a base di epoxiconazolo.

Il divieto entrerà definitivamente in vigore entro 1 anno: fino ad allora, gli agricoltori potranno consumare le riserve di prodotti a base del fungicida vietato, per poi affidarsi a sostanze alternative.

Intanto in Italia il ministero della Salute ha revocato le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive ethoprophos e chlorothalonil, per mancato rinnovo dell’approvazione comunitaria, ai sensi del regolamento (UE) 2019/344. I prodotti a base di ethoprophos  potranno essere utilizzati fino a marzo 2020 mentre quelli base di chlorothalonil fino a maggio 2020. L’ethoprophos era inserita nella lista dei 77 principi attivi candidati alla sostituzione in quanto considerata  dalla’Efsa un potenziale interferente endocrino.





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