Antiproibizionismo

La Fini-Giovanardi non c’è più!

Fini-GiovanardiSono passati 8 anni esatti dall’entrata in vigore della Fini-Giovanardi: 8 anni di persecuzioni ingiustificate, che hanno provocato danni irreparabili nella vita quotidiana di decine di migliaia di famiglie e costi esorbitanti per lo Stato, che per avallare la legge più criminogena e liberticida mai apparsa nell’Europa contemporanea, ha speso centinaia di milioni di euro in un utilizzo paranoico delle forze dell’ordine, nell’impiego dei tribunali costretti ad un ritmo da santa inquisizione e usando le carceri in modo allegro e spensierato, riempiendole di persone che il carcere nella loro vita non avrebbero mai dovuto incontrarlo, se non fosse stato per una legge che quel tipo di criminalità l’aveva creata a tavolino!

Finalmente la Fini-Giovanardi non esiste più, fa parte di un passato oscuro e sofferto, di quel Medioevo culturale dal quale piano piano, con fatica, stiamo uscendo fuori. Certo, ci rimane un po’ di amarezza nel pensare che molti anni, troppi, sono passati affinché un organo istituzionale si accorgesse che qualcosa non andava in quella legge; eppure l’intuizione noi l’avevamo avuta fin dal primo momento della nostra costituzione come associazione, nel 2010.

Fu il primo quesito che ponemmo agli avvocati presenti all’assemblea costituente: “Perché nei processi non solleviamo una questione di illegittimità costituzionale?”, ci fu risposto che “purtroppo era una via impraticabile”. Ma la via era invece praticabile. Forse noi, assolutamente ignoranti da un punto di vista giurisprudenziale, non potevamo conoscere o suggerire come presentare un ricorso, ma l’intuizione l’avevamo avuta, qualcosa non quadrava, bastava però indagare, sezionare, studiarci sopra, e per fortuna qualcuno ha deciso di percorrere un sentiero duro, inesplorato, ma che alla fine ci ha liberato da Fini, da Giovanardi e dalla loro assurda legge.

E ritorniamo quindi alla Jervolino-Vassalli, la cannabis torna in tabella II come “droga leggera” e in virtù di questo molti ospiti delle comunità di recupero, trattenuti solo perché assuntori di cannabis, potrebbero lasciare il loro stato coatto e molti pazienti potrebbero trovare un facile accesso alle terapie a base di cannabinoidi nel sistema sanitario nazionale. Scompare la “presunzione di reato” e quindi lo spaccio va provato e non solo ipotizzato e tutte le condanne e i processi relativi alla Fini-Giovanardi andranno rivisti e ridimensionati; sarà uno strumento svuota carceri lento ma molto più efficace del decreto legge governativo. Con la Jervolino-Vassalli è ancora vietata la coltivazione e la detenzione e sono ancora applicate sanzioni amministrative per gli assuntori: per questo, se possiamo festeggiare per aver vinto la prima e forse più importante battaglia, è pur vero che dobbiamo rimanere consapevoli che la guerra è ancora in corso.

In questo momento ci sono 2 proposte di legge in Commissione Giustizia della Camera, una a firma dell’onorevole Farina di SEL e un’altra a firma Gozi-Giachetti del PD, più, sembra, un’altra a firma di Civati, sempre PD, oltre ad una proposta a firma di Ferraresi e Bernini del M5S che è in discussione sul blog del Movimento per poi essere presentata per l’accorpamento a quelle già in discussione. Premesso che abbiamo già invitato i deputati del M5S a cancellare, nella loro proposta, l’articolo relativo al pagamento di una tassa di concessione per la coltivazione domestica, l’iter di tutto questo dovrebbe portare all’elaborazione di un testo unico da parte della Commissione, da presentare alla discussione parlamentare e da sottoporre alle centinaia di emendamenti che verranno presentati sia da chi è a favore della regolamentazione e sia da chi si opporrà fino a consumarsi.

Noi di ASCIA continueremo a mantenere stretti contatti con tutti i deputati che ci hanno permesso di presentare le proposte dei consumatori in Commissione Giustizia e ci adopereremo al massimo perché da questa confusione legislativa, possa scaturire una legge che tuteli definitivamente i coltivatori e consumatori in proprio, ma in questo momento vogliamo anche festeggiare, in un brindisi virtuale, con tutti i nostri soci, con i nostri simpatizzanti e con gli amici di Dolce Vita, la vittoria contro Fini e Giovanardi!

Giancarlo Cecconi – Cofondatore di ASCIA





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