La DEA è l’agenzia federale antidroga statunitense che si occupa di contrastare il traffico di sostanze stupefacenti e di far rispettare la legge del 1970 sul controllo delle droghe (Controlled Substance Act).

Ne abbiamo sentito parlare e visto le immagini migliaia di volte, sia nei notiziari che in moltissimi film e serie TV, e ora la vediamo balzare di nuovo agli onori della cronaca: il motivo? L’aver pubblicato un bando per la ricerca di un contractor nello stato dell’Arizona in grado di distruggere grandi quantità di erba provenienti dal mercato nero. Nello specifico, l’agenzia parla di un impianto che possa smaltire 450 kg di ganja ogni ora, circa 12 tonnellate al giorno per un periodo di circa 6 mesi.

Questo annuncio della DEA può disorientare chi pensa che negli U.S.A la cannabis sia legale. La verità è che, sebbene molti stati abbiano – in un modo o in un altro – legalizzato la cannabis, essa rimane pur sempre una sostanza illegale a livello federale. Allora risulta facile immaginare le quantità di erba che vengono sequestrate periodicamente negli Stati Uniti, e quindi la necessità di individuare un impianto nello stato dell’Arizona per l’incenerimento della cannabis sequestrata nelle città del vicino Texas proibizionista. Inutile dire che la DEA prenderà le misure necessarie a garantire l’effettiva distruzione di tutto il materiale, naturalmente in maniera adeguata per evitare scene simili a quella del celebre film “L’erba di Grace”.





Comments are closed.

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.