papa paolo vQuando lessi del sondaggio di Dolce Vita, quello sull’ostacolo maggiore alla liberalizzazione della canapa, non ebbi dubbi sulla risposta da dare. Fra Stato, Mafie o Chiesa la mia risposta era la terza, senza dubbio alcuno. Provo a spiegare le mie ragioni partendo da lontano: dall’Umanesimo e conseguente Rinascimento.

Dopo l’immobilismo del due-trecento, una ventata di idee percorre l’Italia tutta, l’oscurità del Medio Evo si illumina della progressiva sete di conoscenza, il pensiero tende a farsi limpido, scevro dai condizionamenti della Chiesa. L’uomo è al centro dell’universo; filosofi, letterati ed artisti geniali a conferma delle nuove idee .

Immaginiamo solo per un’istante la concentrazione di poeti, pittori ed architetti che imperversavano in quell’epoca: da Petrarca a Boccaccio e poi Pico della Mirandola che fu l’emblema del nuovo pensiero, Michelangelo, Leonardo, Leon Battista Alberti e… non si può, sono troppi! L’italia vive così centocinquant’anni di scintille creative che, se non fossero state bloccate dalla dittatura ecclesiastica, avrebbero lasciato un’impronta ben piu profonda sull’uomo comune.

La Chiesa di Roma reagisce infatti a mezzo della Controriforma. Il pensiero doveva essere unico, allineato ai dogmi. E dagli allora con l’Inquisizione, la caccia alle streghe, i roghi, le torture. Fu abolito il segreto della confessione e i parroci provvedevano a denunciare gli eretici. Il culmine fu la condanna di Giordano Bruno arso vivo a Roma nel 1600, la fine dell’epoca vide il genio di Caravaggio pittore maledetto, che raffigurava le Madonne con modelle prese per strada.

Nello stesso momento in Europa, grazie a Lutero e a Calvino fervono idee protestanti e con loro il pensiero rivoluzionario di un uomo nuovo e di una Chiesa senza gerarchie. Quasi come se il pensiero umanista, soffocato da mano papale, riprendesse respiro in altro luogo. La confessione è vista come dialogo con Dio, l’unico a poter scorgere eventuali menzogne ed il vero pentimento, che non abbisognava di alcun intermediario terreno.

Dopo, spento l’ultimo rogo, per tutto il ‘600 e parte del ‘700 fiorì il Barocco, a celebrare i fasti di una Chiesa che aveva vinto sull’uomo. L’ Italia non vedrà un’onda di idee così fertile se non attraverso i timidi tentativi di introdurre i principi dell’illuminismo, sfociati nella rivoluzione Napoletana del 1799 e stroncata sul nascere dalle truppe raccogliticcie del Cardinale Ruffo di Calabria.

L’ultimo guizzo rivoluzionario al quale l’Italia ha assistito, fu di sicuro la Resistenza, la cui memoria fu quasi offuscata dal Cattocomunismo, tanto odiato da Giorgio Amendola ma perseguito da Aldo Moro (Dc) che, poveretto, ci rimise le penne. I mandanti dell’omicidio andavano a braccetto col Vaticano.

Senza oltre divagare oserei addirittura sostenere che sia il Fascismo che il Berlusconismo, l’infamia del secolo scorso e l’onta di quello in corso, sono figli della Controriforma la quale, aldilà della sua accezione religiosa, non è altro che il continuo impicciarsi del Vaticano in faccende che non lo riguardano, la costante pressione sulla libertà di pensiero ed il conseguente accodarsi al potere costituito. Ambedue le dittature sono maturate col beneplacido della Chiesa che ha assolto criminali e condannato innocenti.

L’Italia è una Repubblica laica, è scritto nella Costituzione, obbedire ai comandamenti di una Chiesa retrograda, nemica della crescita umana, non è cosa degna di una società civile.
Se penso dunque al fluire del pensiero, condizione che si può provare facilmente accendendo un joint, alla fantasia che provoca un chilum di Charas, al popolo dei filo-cannabinacei, pacifista, ecocompatibile, quasi beatnik del ventunesimo secolo, con facilità comprendo l’astio del Vaticano. L’erba è un pericolo, è il demonio!





2 Comments

  1. And Now….. The Italian Version….

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