Dopo la cancellazione dall’elenco del SIAN, si infittisce il giallo sulla Carmagnola, storica varietà di canapa industriale italiana tra le più celebri e ricercate al mondo. Se, come vi abbiamo spiegato, la cancellazione dall’elenco SIAN, è una questione che riguarda i diritti di riproduzione e vendita del seme, e quindi non inficia assolutamente il fatto che chi abbia disponibilità di seme lo possa coltivare, dall’altro lato abbiamo trovato nuovi elementi che fanno pensare che a storia non finisca qui.

Consultando l’elenco Pluto dell’UPOV, società francese dove vengono registrate le varietà vegetali per proteggere i diritti dei breeder e delle aziende sementiere, abbiamo fatto una scoperta che ha dell’incredibile. Da pochi giorni infatti, oltre alla varietà Carmagnola registrata in Italia e i cui diritti sono tornati a far capo al CREA, ne è spuntata un’altra, con nome identico, registrata in Gran Bretagna. L’unica differenza è che quest’ultima è stata scritta tutta in maiuscolo (vedi immagine sotto), mentre la precedente ha come maiuscola solo l’iniziale. La cosa che più ci ha fatto insospettire sono proprio le date di registrazione: la “varietà inglese” è stata registrata a fine febbraio, precisamente il 26, mentre in Italia la cancellazione dagli elenchi SIAN è avvenuta a fine marzo, come se qualcuno, dall’Inghilterra, fosse stato informato in anticipo e si fosse mosso di conseguenza.

In basso a sinistra è possibile vedere la varietà “CARMAGNOLA” registrata in Gran Bretagna.

I possibili scenari possono essere diversi. Il rischio maggiore è che, qualora l’Inghilterra esca dall’Europa, se venisse confermata la registrazione di questa Carmagnola, non sarebbe considerabile nemmeno più come una varietà europea, che non potrebbe quindi nemmeno essere iscritta al registro europeo delle varietà ad oggi ammesse per la coltivazione di canapa. Ma è un’ipotesi che per ora è lontana dalla realtà, anche perché dopo il decadimento dei diritti della varietà italiana, c’è comunque una finestra di 2 anni in cui i diritti rimangono al CREA che avrà la possibilità di fare un nuovo bando ed affidarla a chi ritiene più opportuno.

Il problema vero, alla base del fatto che stiamo sfruttando male le nostre genetiche di canapa, è che la direttrice generale del CREA, Ida Marandola, è stata arrestata a marzo in seguito ad un’indagine e quindi l’istituto naviga a vista. Si tratta del più grande istituto di ricerca alle dipendenze del ministro dell’agricoltura Centinaio che, manco a dirlo, è un fedelissimo di Salvini, lo stesso ministro dell’Interno che ultimamente è tornato ad accanirsi contro la cannabis light.

Quindi, se da un lato è davvero difficile che questo “furto” di varietà vada a buon fine, dall’altro è quantomeno strano che provino a “rubarci” una varietà di canapa. Un tentativo che è comunque possibile visto il lassismo delle nostre istituzioni, che invece che stimolare e guidare il settore, sembrano cercare di bloccarlo in ogni modo. Per poterla iscrivere al registro europeo bisogna mostrare che la varietà deve essere distinta, uniforme e costante e non sarà possibile perché è già presente. Se invece è una registrazione per brevettarla è ancora più difficile, perché per farlo deve essere una novità: la Carmagnola è in Italia da decenni, per cui è impossibile brevettarla di nuovo, soprattutto con lo stesso nome come in questo caso.
Quello che il CREA dovrebbe fare, è una segnalazione dall’ufficio responsabile dei brevetti e delle nuove varietà oppure una denuncia, e, se ci saranno nuovi sviluppi, ve ne daremo conto nei prossimi giorni.

Carmagnola e Fedora17 – Credito foto: industrialhemp.ces.ncsu.edu





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