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La cannabis è tra le colture più redditizie

Negli Usa la cannabis è la quinta coltura per creazione di reddito, più del cotone e del riso

Un campo di cannabis, che in Usa è tra le colture più redditizie
Lo scorso novembre Leafly, sito web americano specializzato nella cultura della cannabis, ha pubblicato il primo report che ha analizzato l’operatività delle aziende agricole degli 11 Stati USA che hanno regolari permessi di commercializzazione dei prodotti a base di cannabis per uso ricreativo, giungendo alla conclusione che con oltre 6 miliardi di utili che raggiungono ogni anno le tasche dei coltivatori di cannabis è quinta tra le colture più redditizia negli USA!

Si sa infatti che gli USA stanno da tempo cavalcando l’onda della legalizzazione e sono ormai ben 37 gli Stati in cui la cannabis è legale nella sua forma terapeutica; questa apertura ha altresì gradualmente spalancato le porte del mercato ricreativo. Attualmente sono infatti 11 gli Stati USA in cui una persona adulta può acquistare legalmente la marijuana da un negozio che possiede regolare licenza di vendita.

Ma c’è di più. In 5 di questi Stati: Alaska, Colorado, Massachusetts, Nevada e Oregon la canapa rappresenta in assoluto la più redditizia rispetto a tutte le altre colture e addirittura in Alaska la cannabis è stimata essere due volte più redditizia della somma di tutti i prodotti agricoli combinati tra loro! Mentre, sempre secondo quanto riportato dal Cannabis Harvest Report, in tutti gli altri Stati in cui è stato sdoganato anche l’uso ricreativo, la coltivazione dell’erba non si attesta mai al di sotto del 5° posto in ordine di ricavi rispetto a tutte le altre colture, e questo già a partire dal secondo anno dall’apertura dei primi negozi di settore!

CANNABIS E COLTURE PER REDDITO: DAVANTI SOLO MAIS, SOIA, FIENO E GRANO

Immaginate che per redditività davanti alla canapa in questi 11 Stati ci sono solo alcune delle colture più strategiche nel campo dell’industria alimentare e zootecnica americana e mondiale, ovvero il mais, la soia, il fieno e il grano. Immaginate ad esempio che le noccioline vengono parecchio dopo l’erba… e non è affatto scontato, visto il proverbiale amore degli americani per il burro di arachidi!

Gli altri Stati in cui l’erba è stata legalizzata sono: Arizona, California, Illinois, Maine, Michigan, Washington, ma a farla da padrone con introiti da capogiro è la California, con delle entrate pari a più di 1 miliardo e 200mila dollari solo nel 2021, come risulta da un altro report pubblicato il mese scorso dal Marijuana Policy Project.

La California è infatti all’avanguardia nel settore della cannabis, con un mercato in crescita esponenziale che arriva a dare lavoro ad oltre 430mila persone, avendo registrato, solo l’anno scorso una crescita del 33%!

È paradossale venire a conoscenza del fatto che il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) tiene traccia delle rese annuali, dei prezzi e dei valori stimati per quasi tutte le colture coltivate in America a scopo commerciale, ma non tenga traccia della cannabis legale a causa del suo status che a livello federale rimane nella lista delle droghe della tabella I.

Per sdoganare definitivamente le coltivazioni di questa meravigliosa e redditizia pianta, recentemente negli USA è stata addirittura portata avanti una risoluzione bipartisan per chiedere alle Nazioni Unite di eliminare la cannabis dalla Tabella I della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 e di equipararla ad altri prodotti agricoli ed è anche stato introdotto un disegno di legge che legalizzerebbe l’erba a livello federale e consentirebbe agli Stati di istituire più agevolmente le proprie politiche sulla cannabis.

E allora piantiamola con questo nonsense, diamo anche ai coltivatori di erba il loro giusto riconoscimento, a tutti gli effetti e incrociamo le dita!

Articolo a cura di Veronica Tarozzi

TG DV


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