Il governo si trova a dover mettere una nuova pezza alla cronica insufficienza della cannabis terapeutica prodotta dell’unico centro italiano autorizzato: lo Stabilimento farmaceutico militare di Firenze. Il Ministero della Difesa ha infatti pubblicato il 13 giugno scorso un bando per l’importazione di 400 kg di cannabis.

Ancora una volta, quindi, lo stato italiano si troverà nella condizione di spendere soldi pubblici per importare dall’estero una materia prima la cui produzione in Italia viene vietata a tutti i soggetti, ed affidata in regime di monopolio ad un ente che ha dimostrato di non saper sopperire alle necessità di tutti i malati, o quantomeno di non essere messe nelle condizioni di farlo.

La storia della produzione di cannabis terapeutica in Italia sta infatti diventando una perfetta metafora di come (non) funzionano le cose in questo paese. Da tre anni la cannabis prodotta dall’unico centro autorizzato è cronicamente e gravemente insufficiente, ogni anno si dice che quello successivo la produzione andrà a regime e si dimostrerà sufficiente per il fabbisogno nazionale, poi ci si rende conto che così non è e si corre ai ripari pubblicando bandi di emergenza con i quali si pagano profumatamente aziende estere. Visto che quelle italiane non possono partecipare a causa delle leggi che in Italia vietano a tutti (tranne i militari dell’istituto fiorentino) la produzione di cannabis con livelli di THC superiori allo 0,2%.

Il nuovo bando prevede appunto l’importazione di 400 chilogrammi di marijuana terapeutica. Il capitolato tecnico specifica che se ne chiedono tre differenti lotti: il principale (da 320kg) di cannabis ad alto contenuto di THC (tra il 17 e il 26%) e CBD inferiore all’1%; un secondo lotto da 40kg di cannabis con THC compreso tra 5 e 8% e CBD tra 6 e 12%; un terzo lotto sempre da 40kg di cannabis ad alto contenuto di CBD (8-10%) e con THC inferiore all’1%.

Le aziende estere potranno partecipare al bando entro la mattina del 2 luglio prossimo e la fortunata vincitrice si aggiudicherà 1,52 milioni di euro per il servizio. Il tutto mentre le mozioni approvate dalla Regione Lombardia e dalla provincia autonoma di Bolzano (che hanno chiesto di poter coltivare autonomamente cannabis per i loro malati) e le proteste formali giunte dai governatori di Toscana, Emilia-Romagna e Puglia che hanno intimato al governo di prendere decisioni risolutive per potenziare la produzione di cannabis terapeutica in Italia per garantire il diritto alla continuità di cura a tutti i malati.

 





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