Ora che si è concluso possiamo affermare che il 2020 passerà sicuramente alla storia come un anno a dir poco negativo. Per molte persone ha rappresentato un vero e proprio trauma, infatti il Covid-19 è la causa di conseguenze fisiche, sociali ed economiche che hanno cambiato radicalmente le nostre abitudini quotidiane.
La costante sensazione di pericolo, già di per se elevata e spesso amplificata dai mass media, ci ha condotto a una situazione di stress psico-fisico estremo e prolungato – della quale ancora non si intravede la fine – che ha fatto comparire in molte persone la sintomatologia tipica del disturbo da stress post-traumatico (PTSD). I sintomi più comuni sono:

  • sensazioni ed episodi di ansia e angoscia
  • stato d’animo depressivo
  • sensazione di paura e intensa preoccupazione
  • ipervigilanza, iperattivazione
  • reazione di attacco / fuga / freezing
  • insonnia e difficoltà di rilassamento

La buona notizia è che la cannabis può fornire un aiuto fondamentale per superare le conseguenze psico-fisiche di questo 2020 e permetterci di affrontare il nuovo anno con rinnovata forza ed energia.

PERCHÉ LA CANNABIS RAPPRESENTA UNO STRUMENTO COSÌ IMPORTANTE?

Estinzione di memorie avverse e PTSD
Prima di tutto bisogna sottolineare l’esistenza di un meccanismo naturale – osservabile negli esseri umani e nella maggior parte degli animali – noto come “estinzione delle paure o memorie avverse”. Esso consiste nella riduzione progressiva dell’intensità dell’impatto emotivo e dello stress psico-fisico vissuti durante un evento traumatico.
Questo meccanismo permette di “dimenticare” l’evento e relegarlo al passato, aiutando così ad accettarne e superarne le conseguenze. Esistono persone che, per diverse ragioni (fisiologia, storia personale, intensità del trauma…), non riescono a mettere in moto questo meccanismo e sviluppano un Disturbo da Stress Post-Traumatico i cui sintomi mantengono sempre la stessa intensità del principio. A volte il PTSD è caratterizzato da veri e propri attacchi di panico e flashback.

Sistema Endocannabinoide
Esistono due ragioni per cui la cannabis può essere uno strumento così importante in questa situazione:

1 – il Sistema Endocannabinoide (SEC) è il sistema fisiologico responsabile di mantenere l’omeostasi dell’organismo, ed è quindi fondamentale per recuperare l’equilibrio in tutte le situazioni che implicano uno stress fisico o psicologico

2 – il Sistema Endocannabinoide è il principale sistema fisiologico coinvolto nel meccanismo di “estinzione delle memorie avverse”. In particolare spicca il ruolo dell’Anandamide (endocannabinoide somigliante al THC) grazie alla sua attività agonista sui recettori CB1.

CONSIGLI SULL’USO

Per poter utilizzare la cannabis e ottenere il massimo beneficio riducendo al minimo i rischi associati al consumo, è utile seguire alcuni buoni consigli.

Modalità di uso: inalato vs sublinguale
L’inalazione rappresenta la migliore modalità di somministrazione per affrontare episodi acuti come attacchi di panico, ansia e nervosismo. Questa via permette di ottenere il massimo beneficio quasi immediatamente e consente di variare la quantità assunta a seconda delle necessità specifiche del momento.
Ma c’è da dire che nel giro di un paio d’ore l’effetto della cannabis inalata si riduce gradualmente fino a svanire del tutto. Quindi l’inalazione non rappresenta la migliore modalità per affrontare una patologia cronica in cui è necessario un effetto continuato e costante che può essere meglio ottenuto mediante un uso di tipo sublinguale. In questo caso si dovrà cercare un prodotto adeguato ed un dosaggio ottimale che, però, può variare da persona a persona.

Principio attivo: CBD vs THC
Grazie alle sue proprietà ansiolitiche, antipsicotiche, antidepressive e rilassanti, il CBD rappresenta un ottimo strumento per alleviare la sintomatologia da Disturbo da Stress Post-Traumatico; inoltre, la stimolazione e la modulazione indiretta del Sistema Endocannabinoide ed in particolare dei livelli di Anandamide, può favorire il meccanismo di “estinzione di memorie avverse”.
D’altra parte il THC, essendo molto simile all’Anandamide, rappresenta uno strumento terapeutico più incisivo, in grado di stimolare direttamente i recettori CB1 e mettere in moto il meccanismo di estinzione. Il THC può anche rappresentare un aiuto a livello sintomatologico grazie alle sue proprietà rilassanti, ansiolitiche e antidepressive. Nello specifico, tramite una somministrazione ridotta o sotto forma di microdosaggio.
Bisogna però ricordare che elevate concentrazioni di THC, o il THC derivato da ceppi più Sativa, può favorire o far aumentare in determinati soggetti le sensazioni di ansia e lo stato di agitazione generale. Per cui è importante conoscere la provenienza del materiale e procedere con una somministrazione ridotta e graduale.

È importante sottolineare come il CBD sia in grado di ridurre l’eventuale sensazione di ansia associata al consumo di THC. Nella maggior parte dei casi la scelta migliore è utilizzare insieme i due principi attivi in proporzioni variabili (2:1, 1:1, 1:2, etc.), a seconda della necessità del momento e poter così sfruttare appieno le proprietà terapeutiche di entrambi i cannabinoidi.

Nel caso si voglia iniziare un percorso terapeutico specifico con la cannabis, è importante poter fare affidamento su un monitoraggio professionale che possa fornire informazioni esatte e precise.

 

 

A cura Tommaso Bruscolini
Neuropsicologo e Fitoterapeuta
Responsabile dell’area terapeutica di DV – Spagna
instagram.com/cannabisterapeutico





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